Mercato del lunedì a Modena, si cambia per un rilancio di qualità
Presentata la modifica del regolamento nata anche da numerose segnalazioni. Ferrari: «Basta con la merce “poco igienica” venduta a prezzi stracciati»
MODENA. L’obiettivo è vendere meno stracci - in senso letterale, viste le segnalazioni di merce usata e dalle condizioni igieniche non proprio ideali - e più indumenti di qualità, anche se perseguirlo non sarà facile. Punta a rilanciare il mercato del Novi Sad partendo da un innalzamento del livello delle merci in vendita, infatti, la modifica del regolamento comunale del mercato del lunedì presentata ieri sera in commissione Seta dall’assessore alle Attività produttive Ludovica Carla Ferrari.
Una modifica che nasce prima di tutto dall’esigenza di adeguare il regolamento alle nuove normative - tanto che una modifica simile è stata proposta per il regolamento del mercato di piazzale Primo Maggio - tra cui la direttiva Bolkestein, e che dunque contiene diverse novità burocratiche. Questioni tecniche a parte, però, la modifica illustrata ieri comporta due novità di rilievo per il mercato: per prima cosa sarà riorganizzata la piazzola “ferri vecchi”, ovvero l’area vicina alla “Tenda” dove da tempo gli ambulanti hanno abbandonato le piazzole, lasciando una quindicina di banchi vuoti.
«Abbiamo quindi pensato di riorganizzare l’area - ha detto in commissione l’assessore Ferrari - riattivando così la facoltà progettuale degli operatori stessi».
Ma la novità più rilevante per il mercato del lunedì riguarda le merci in vendita nelle bancarelle: «In seguito a una serie di segnalazioni - ha aggiunto l’assessore Ferrari - abbiamo deciso di introdurre il divieto di vendere merce usata, in particolar modo per quanto riguarda l’abbigliamento. Il rischio, infatti, era quello di continuare a trovare sulle bancarelle una serie di indumenti e di calzature di pessima qualità e non adeguatamente sanificati: diverse segnalazioni hanno infatti riportato la presenza di problemi sanitari, con indumenti in vendita a 50 centesimi, e merce proposta a prezzi talmente bassi da non poter essere definita tale».
Una modifica che ha lasciato perplesso il consigliere di “Modena bene comune” Marco Chincarini, che ha ricordato che «esistono diverse esperienze, come quella della Montagnola a Bologna, dove la merce usata in vendita è decisamente decorosa, quindi mi chiedo perché si sia deciso di eliminare questa possibilità e non di dedicare un’area all’usato di qualità: quella, insomma, sarebbe stata una scelta davvero coraggiosa, mentre così si cancella del tutto la possibilità di vendere merce usata».
«La scelta fatta e condivisa con le associazioni di categoria - ha replicato Ferrari dopo aver ascoltato le perplessità del consigliere Chincarini - è stata quella di impedire la vendita della merce usata, perché tutte le segnalazioni arrivate, per le quali ci siamo confrontati anche con l’Ausl, indicavano la presenza di merce dannosa per la salute». —
Luca Gardinale
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