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Modena. «Omsa, che gambe», chiude negozio di corso Duomo simbolo degli anni ’60

Saverio Cioce
Modena. «Omsa, che gambe», chiude negozio di corso Duomo simbolo degli anni ’60

Gabriella Ghidoni entrò come commessa nel negozio nel 1960 e lo rilevò nel ’68 con il marito Mario Vaccari. Corsetteria e collant vendute sino agli ultimi giorni

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Uno slogan, una vetrina e una storia che vanno in pensione, dopo mezzo secolo, nel cuore di Modena.

Dall’inizio di gennaio ha abbassato definitivamente la serranda il piccolo negozio di corso Duomo, specializzato in calze di nylon e corsetteria, che portava orgogliosamente sopra la vetrina anche l’insegna con il marchio della fabbrica fondata nel 1941. Dietro al bancone Gabriella Ghidoni, 72 anni, e suo marito Mario Vaccari, 77 anni, hanno deciso che è venuto il momento di andare in pensione: la fattura elettronica è stata la classica goccia che li ha spinti a chiudere un’onorata carriera al servizio dei modenesi.

«Mia madre - racconta il figlio Riccardo - è entrata come commessa nel negozio a 14 anni e nel 1968 ha rilevato l’attività dalla sua titolare, ormai anziana. Assieme a mio padre, che prima era impiegato in una ditta che produceva tutt’altro, hanno scelto di mettersi in proprio e di andare avanti da soli. Ma erano altri tempi e il negozio vendeva abbigliamento di ogni tipo. Cappotti, calze di lana, guanti, camicie, sottane e anche giacche e pantaloni certo, oltre che calze di nylon e su quello puntarono molto».

In quegli anni ruggenti, all’inizio del boom delle minigonne, i collant divennero un simbolo di liberazione e di costume, contro cui si scatenavano i moralisti e le professoresse nelle scuole superiori, quando ancora per le ragazze erano obbligatori i grembiuli. Ma i tempi stavano cambiando, velocemente. E avere il negozio sempre rifornito, con ogni tipo di taglia, grazie alla Omsa che era la maggiore produttrice in Italia, fu la scelta vincente della coppia Vaccari-Ghidoni. E se nella ditta di Faenza, che allora contava 700 dipendenti, c’era un camion che ogni giorno riforniva l’Emilia, l’emporio di corso Duomo ne assorbiva una buona fetta.

“Omsa, che gambe!” era lo slogan pubblicitario che sbucava dai Caroselli in bianco e nero, con le ballerine statuarie, le germaniche e bionde gemelle Kessler, che facevano trasalire anche i parroci con il loro ritornello: “La donna chic se vuole provocare in tutti uno choc ...”

Ma quel marchio Omsa in corso Duomo è stato per anni l’unico negozio in Italia ad aver esibito orgogliosamente la bandiera di una ditta che già nel ’78 era passata al colosso mantovano della Golden Lady. E le pubblicità in bianco e nero in tv ora si ritrovano nei siti web.

I coniugi Vaccari dagli anni ’80 si sono specializzati nella corsetteria e sono sempre rimasti tra i muri di proprietà della Curia, a pochi metri di distanza dal palazzo vescovile, guardando la città che cambiava abitudini, vestiti, gusti, colori e cibi. La signora Gabriella è rimasta per 58 anni ininterrotti al suo posto, venendo ogni mattina al lavoro in bicicletta, così come il marito. Da commessa a negoziante ha realizzato il suo sogno. E ora? Vedremo chi prenderà il loro posto. —

Saverio Cioce

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