Saldi, vendite spinte da vestiti e scarpe «Ora muoversi sul web»
«I saldi sono partiti tutto sommato abbastanza bene, anche a causa però di un Natale poco positivo per diverse tipologie di esercenti. E’ vero che molti avevano anticipato i tempi, approfittando del ‘black friday’ che ormai dura una settimana, e che altri hanno preferito attendere la partenza ufficiale dei saldi, come si faceva un tempo. Ma è il modello che va ripensato per adeguarsi alle abitudini dei consumatori».
Cinzia Ligabue, presidente Licom (i commercianti aderenti a Lapam), commenta così i primissimi dati sui saldi invernali iniziati pochi giorni fa.
La crescita è significativa perchè si va da una media di circa il 15% con punte che raggiungono il 20%. «Ma la situazione come sempre è a macchia di leopardo - avvertono i curatori della rilevazione - L’abbigliamento e le calzature ma anche gli accessori, dopo un Natale negativo, stanno vendendo, mentre l’elettronica e la telefonia ha venduto molto prima delle feste e sconta un dicembre sotto le attese e una partenza dei saldi ancora a rilento. C’è anche da sottolineare l’assenza di novità particolarmente appetibili».
«Al di là dei primi dati – prosegue la presidente Licom – occorre fare i conti con la realtà. La concorrenza del mercato online è molto cresciuta e le abitudini sociali stanno cambiando in modo rapido. I saldi sono attesi soprattutto da una certa fascia di clientela ed è vero che, pensando all’abbigliamento o alle calzature, i capi più importanti vengono venduti, ma le vendite promozionali e gli sconti applicati già da tempo fanno sì che non vi sia più l’effetto traino di un tempo. In pratica, tra online e negozio, i consumatori hanno sempre modo di approfittare di offerte e promozioni. Questa è la realtà che da un lato va normata e dall’altro va assecondata anche dagli esercenti».
È ancora poco diffusa, ad esempio, la consuetudine da parte dei commercianti di utilizzare gli strumenti informatici, in particolare social come Whatsapp, Instagram e Facebook) per vendere ai propri clienti, fidelizzandoli grazie a una consulenza sempre più puntuale e personalizzata.
Ligabue conclude: «Come Licom siamo impegnati da tempo sul fronte della formazione per gli esercenti: è sempre più determinante restare al passo coi tempi. Il negoziante tradizionale ha spazio solo se evolve e continua a essere, con le forme del tempo moderno, un consigliere affidabile per il cliente». —
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