Circolo Ovest dal giudice Il pm: «Condannateli» La difesa: «Buonafede»
FINALE. Tre ore di fronte al giudice dell’udienza preliminare, dottor Andrea Romito. È stata una mattinata intensa per i rappresentanti del circolo Quartiere Ovest, che hanno scelto il rito abbreviato nella più ampia inchiesta sui rapporti tra Comune e associazionismo. Di fronte al gup hanno parlato due imputati, rispondendo alle sollecitazioni del pubblico ministero, Marco Niccolini. E nella sua valutazione il magistrato ha voluto sostenere la tesi dell’abuso d’ufficio, sostenendo la malafede che aleggiava in municipio. Per dirla meglio: tutti erano a conoscenza di alcuni dettagli operativi che avrebbe reso illegittima la gestione dell’area verde e del bar da parte degli affiliati all’associazione sportiva. Ha quindi chiesto la condanna dei tre referenti a nove mesi con la condizionale.
Una tesi che i referenti del circolo e l’avvocato difensore, Alessandro Sivelli, hanno rigettato con vigore tanto da invocare il proscioglimento. Al giudice sono stati portati alcuni documenti che puntano a certificare la buonafede operativa di chi per anni ha curato una delle zone più animate dell’estate finalese e ora caduta in disgrazia per l’assenza di una gestione diretta e continua. Utenze pagate, canoni di affitto saldati al Comune anche a fronte di una convenzione inesistente. E soprattutto è stato presentato il rendiconto delle attività economiche: i proventi delle manifestazioni erano indirizzati al funzionamento della struttura organizzativa e alla beneficenza. Non erano quindi un mezzo per ottenere denaro personale.
La sentenza sarà letta il 28 gennaio quando il dottor Romito dovrà definire il futuro anche degli altri imputati, a partire dall’ex sindaco Ferioli e di parte della sua Giunta oltre che di un paio di funzionari comunali. —
F.D.
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