Con un carico di argilla dalla Germania lo scalo di Marzaglia è finalmente realtà
Cantiere infinito, ieri il primo treno: giro d’affari da 3 miliardi di euro. Il sottosegretario Dell’Orco: «Prima fase conclusa»
Con un treno merci che ieri sera è arrivato da Limburg, in Germania, si è aperta ufficialmente l’era dello scalo merci di Marzaglia. Una infrastruttura fondamentale per le attività produttive modenesi, attesa decenni e annunciata più volte dai rappresentanti dei precedenti governi e dalle amministrazioni locali. Lo scalo merci, infatti, con le sue enormi gru e i binari dedicati - per ora le Fs hanno attivato tre binari, altri quattro diverranno operativi entro il dicembre prossimo - permetterà di snellire enormemente il traffico di camion attraverso la diminuzione dei tempi di carico e scarico delle merci da e per le aziende.
I treni arriveranno carichi di merci e ripartiranno pieni con i prodotti da destinare in giro per il mondo secondo un giro d’affari che solo per il distretto ceramico è pari a 3 miliardi di euro l’anno. L’attività sarà frenetica per molte ore al giorno, come si vede già oggi nell’area gestita dalla divisione delle ferrovie tedesche Db Cargo. Un potenziamento - costato alle Fs 90 milioni di euro, come verrà spiegato in una prossima inaugurazione ufficiale - al quale seguirà necessariamente un potenziamento della viabilità fuori dallo scalo.
Ieri l’annuncio relativo al primo treno giunto sotto le enormi gru gialle dello scalo, effettuato dal sottosegretario ai trasporti Michele Dell’Orco, è divenuto immediatamente terreno di scontro politico tra i parlamentari modenesi del M5S che plaudono al traguardo raggiunto e l’amministrazione comunale che rilancia chiedendo l’immediato collegamento autostradale attraverso la futura bretella. I parlamentari M5S Maria Laura Mantovani, Gabriele Lanzi, Stefania Ascari e Vittorio Ferraresi esultano: «Finalmente è attivo lo scalo di Marzaglia, l’opera sarebbe già dovuta partire nel 2004 ma è stata rimandata da governi di ogni colore. Ricordiamo gli annunci dei vari ministri Lupi e Delrio, puntualmente disattesi dai fatti. Nello scorso dicembre è partita la prima fase, attivando i primi tre binari destinati ai traffici di tipo tradizionale. Mentre per la fase due, ossia i quattro binari destinati ai traffici di tipo combinato, i lavori stanno procedendo regolarmente. Una volta a regime nel 2020 ci sarà a Marzaglia un potenziale traffico di 3 milioni di prodotti all’anno, una occasione per dare nuova linfa al distretto ceramico potenziando le esportazioni commerciali. Inoltre ci saranno benefici per la salute con la diminuzione di camion sul territorio». L’assessore comunale ai Lavori pubblici Giulio Guerzoni plaude l’apertura e rilancia: «Si tratta di un’infrastruttura importante per la città, da sempre sostenuta dall’amministrazione comunale. Un’opera attesa che però ha bisogno del collegamento con la Bretella». Guerzoni reclama poi altri progetti da Roma: «E poi dal governo - continua l’assessore - ci aspettiamo altro sulle infrastrutture a servizio del territorio, in particolare serve il via libera per la Complanarina di collegamento tra la tangenziale e il casello di Modena Sud. E poi le risorse necessarie per gli interventi di manutenzione e sicurezza di cavalcavia e ponti: dopo la tragedia del ponte di Genova il ministero aveva scritto agli enti locali, noi stavamo già monitorando la situazione e il lavoro sta proseguendo con le prove di carico dei ponti, ma rispondendo all’Esecutivo abbiamo anche chiesto i finanziamenti necessari per continuare a garantire gli interventi di manutenzione. Sulla mobilità sostenibile è positivo che siano state liquidate ai comuni le risorse stanziate dal governo Gentiloni. Da questo governo ci aspettiamo di più ». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
