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«Il doping è un circolo vizioso Ci sono troppi rischi per la salute»

F.D.
«Il doping è un circolo vizioso Ci sono troppi rischi per la salute»

Il dottor Savino, direttore della Medicina dello Sport dell’Ausl di Modena «Problemi al cuore e di fertilità. Si diventa schiavi dei farmaci illegali» 

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l’intervista

“Un circolo vizioso che può provocare problemi cronici e piuttosto gravi”. È risoluto il dottor Gustavo Savino (nella foto), Direttore della Medicina dello Sport dell’Ausl di Modena, che è sede del Centro regionale Antidoping. Savino inoltre è stato riconfermato nel Comitato tecnico sanitario del Ministero della Salute.

Dottore, cosa rischia chi assume farmaci dopanti che diventano quasi delle droghe?

«C’è una ricerca del risultato spasmodico, ma la salute è ad alto rischio. Le ripercussioni sono varie: ci possono essere problemi di fertilità perché l’assunzione di ormoni di fatto atrofizza la funzione testicolare e il corpo, ricevendone, smette di produrne in autonomia. Ma ingrossandosi i muscoli si ingrossa anche il cuore con evidenti rischi di infarto, ictus ed emorragie celebrali. Senza scordare i rischi neoplastici collegati a pancreas, fegato e prostata».

Il quadro è inquietante.

«Si entra in un circolo vizioso. Chi fa uso di doping, al di là dell’attivà sportiva che svolge, diventa farmaco-dipendente. Voglio essere molto chiaro: si innesca un meccanismo che legale la persona ad assumere sostanze necessarie a compensare i problemi che gli anabolizzanti innescano. Perché un ciclo di doping va interrotto dopo un po’ per non correre rischi enormi. Ma in quel momento, ad esempio, possono insinuarsi fenomeni depressivi, talvolta molto acuti, che vanno contrastati. Ed ecco che arriva in soccorso l’efedrina, che è uno stimolante con reazioni simili alla cocaina. Dà una sensazione iniziale di euforia, destinata poi a sfociare nella dipendenza. Oppure, tornando alle disfunzioni erettili, è necessario assumere farmaci che inneschino l’attività sessuale visto che il desiderio viene pressoché annullato».

Ma come si fa a prendere coscienza dei rischi che il doping può provocare?

«Il consiglio è informarsi e non intraprendere scorciatoie per ottenere risultati esaltanti. Da sempre nello sport è il sacrificio a premiare, non gli escamotage. Poi, come in ogni fase della vita, c’è chi è più bravo e chi meno, ma la strada degli anabolizzanti è da contestare. Ecco perché, al Centro di Medicina dello Sport di Modena abbiamo una struttura di prevenzione. Perché è importante far conoscere agli sportivi i rischi che si corrono assumendo farmaci illegali o eccedendo con certe sostanze. Solo informando potremo garantire una certa consapevolezza, e magari si eviteranno certe tragedie o patologie che nel mondo del culturismo sono purtroppo frequenti». —

F.D.

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