Gazzetta di Modena

Modena

si cerca un autore di street art 

Intanto è pronto un bando per la memoria del Novecento

Stefano Luppi

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Presto Hera, la multiutility della raccolta dei rifiuti, appronterà un bando per individuare un autore di street art in collaborazione con il Comune. In questo modo si intende arricchire la torre piezometrica, di proprietà comunale ma gestita da Hera, posta nell’area delle ex Fonderie e oggi preda del degrado.

Lo ha scritto il sindaco Gian Carlo Muzzarelli sul suo profilo Facebook: “Hera ha in programma un bando, in collaborazione con il Comune, per realizzare un’iniziativa di street art che inserisca la torre piezometrica nel percorso sulla memoria storica”, riferito al Polo del ‘900 che l’amministrazione comunale ha annunciato attraverso il vicesindaco Gianpietro Cavazza all’interno della riqualificazione delle ex Fonderie di viale Ciro Menotti.

Negli ultimi tempi Modena sta tentando di collaborare, con qualche difficoltà, con il mondo della street art. Il “Collettivo Fx”, uno dei principali d’Italia e legato in particolare ad artisti reggiani come Simone Ferrarini di San Polo d’Enza, da mesi “gravita” infatti su Modena. Sotto la Ghirlandina si voleva creare un’opera e qualcuno, nei giorni scorsi, aveva anche preventivato che proprio Ferrarini potesse prima o poi intervenire. Nelle settimane scorse, infatti, l’amministrazione ha tentato di realizzare un murales avente per tema il 9 gennaio 1950. Iniziativa poi fallita per diversi motivi, ma a quel punto al Collettivo Fx era evidentemente scattata la lampadina che ha dato vita all’opera poi cancellata dalla Questura. A parte l’iniziativa per le ex Fonderie, un progetto del Collettivo Fx era già stato bocciato dal Festival Filosofia di Modena. Lo avevano presentato proprio Ferrarini insieme al collezionista d’arte Tiziano Dal Vacchio che gestisce l’associazione Rosso Tiepido. L’artista reggiano, per l’edizione scorsa del festival dedicato alla “verità”, aveva realizzato alcuni bozzetti aventi per tema proprio il 9 gennaio 1950 e la morte dei sei operai innocenti. Ma pochi mesi fa non se n’è fatto nulla, nonostante ci sia stata anche una riunione dell’Arci per realizzare l’opera presso un muro esterno del Corni in largo Aldo Moro. —

Stefano Luppi

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