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l’inchiesta 

Mirino puntato sulle palestre Muscoli scolpiti per i concorsi

Mirino puntato sulle palestre Muscoli scolpiti per i concorsi

Le associazioni sportive che gestiscono gli spazi erano all’oscuro di tutto Ma gli investigatori  aumenteranno i controlli

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Il personal trainer Rovatti era itinerante. Non aveva una palestra di riferimento dove allenava i suoi atleti, ma era solito raggiungerli nelle varie strutture sportive dove ragazzi e ragazze sceglievano di migliorare e costruire il loro corpo scultoreo. Perché il bodybuilding è una disciplina anomala: si pratica in uno spazio frequentato da decine di altri sportivi ma è una sfida tutta personale. E stando a questo assioma, gli inquirenti non riscontrano collegamenti diretti tra le palestre (intese come luogo di allenamento), le associazioni che le dirigono e i singoli iscritti che seguivano i consigli e acquistavano i prodotti del 36enne carpigiano.

Ma è innegabile che i controlli dei carabinieri, anche alla luce di quanto scoperto nella casa di Soliera («Una centrale dello spaccio di sostanze anabolizzanti», l’ha definita il comandante del Reparto Operativo di Modena, Stefano Nencioni), aumenteranno nelle prossime settimane. Prima di tutto a tutela della salute degli sportivi affinché pratiche illecite tramite l’uso di anabolizzanti e sostanze dopanti possano essere ridimensionate o addirittura stroncate. In seconda istanza per mappare il mondo dei bodybuilder, partendo dai numerosi contatti che Rovatti aveva sviluppato negli ultimi anni di lavoro un po’ in tutto il Nord Italia. Non si esclude, infatti, che se il personal trainer fosse l’esponente principale del commercio illegale di farmaci, possano comunque esserci altre centrali di vendita più minute, ma che possano mettere a rischio gli assuntori più superficiali, frettolosi di crescere e ambiziosi. —

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