Gazzetta di Modena

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Una “farmacia” di anabolizzanti Arrestato personal trainer

Francesco Dondi
Una “farmacia” di anabolizzanti Arrestato personal trainer

Blitz nella casa del 36enne bodybuilder Enrico Rovatti Aveva prodotti dopanti per oltre un milione di euro

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SOLIERA. Nella sua abitazione aveva anche ricavato uno studio per ricevere a domicilio gli appassionati di bodybuilding, che ambivano a raggiungere prestazioni fisiche e sportive di altissimo livello. Ma il “presto e bene” non sono mai andati d’accordo tanto che l’esponenziale crescita atletica dei suoi allievi ha attirato troppe attenzioni, comprese quelle dei carabinieri del Nucleo Operativo di Modena e della Compagnia di Carpi. Gli uomini del colonnello Stefano Nencioni e del capitano Alessandro Iacovelli si sono presentati lunedì a casa del 36enne Enrico Rovatti, personal trainer molto conosciuto nel mondo del bodybuilding, già protagonista in diverse competizioni internazionali oltre che allenatore di alcuni tra i prospetti italiani più interessanti. E la scoperta degli investigatori è andata ben oltre le aspettative.

Il bazar anabolizzante

Nell’abitazione, che divide con la fidanzata (denunciata per possesso di sostanze dopanti), erano stoccati 73753 farmaci. Li custodiva un po’ ovunque: quelli più costosi erano in una cassetta di sicurezza riposta nel frigo a fianco di pochissimo cibo. C’è il nandrolone, declinato nelle sue varie composizioni; ci sono gli ormoni della crescita; non manca l’efedrina. E poi Omnadren, Dianabol, Deca, Purabolin, Unitren, farmaci solitamente prescritti per gli animali e anche Cialis. Di fatto una farmacia capace di assecondare ogni esigenza del cliente. Perché la crescita esponenziale dei muscoli, soprattutto se abbinata a prodotti dopanti equiparati per Legge alle sostanze stupefacenti, porta con sé numerose controindicazioni. Bisogna infatti diluire e purificare il sangue, tentare di mettere al riparo fegato e reni, trovare contromisure alla perdita di virilità.

Rovatti, secondo i carabinieri, era in grado di offrire un servizio “chiavi in mano”. Le sue conoscenze sportive instradavano i nuovi appassionati del fitness estremo, e se serviva un aiuto illegale ecco che si spalancava il bazar di prodotti illeciti.

bUSINESS MILIONARIO

Nelle 43 pagine di verbale di sequestro, redatto in 12 ore di lavoro dai solerti militari, c’è un catalogo infinito di medicinali. Per classificarli è stato richiesto anche il supporto dei carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione (Nas) di Parma che hanno più competenze specifiche con i composti chimici. Ma esistono alcuni dati ormai incontrovertibili. I prodotti in possesso del 36enne personal trainer hanno un costo di circa 300mila euro se acquistati sul mercato regolare, situazione già di per sé molto complessa. Se si pensa che la vendita avviene però in modo illegale, si può ipotizzare che il valore potenziale della merce dopante si aggiri intorno a 1.2 milioni di euro. Basta annotare che una infiltrazione di ormoni ha un prezzo che varia dai 200 agli 800 euro.

E servirà tempo per definire quanti siano i clienti che si approvvigionavano con regolarità presso lo studio di Rovatti. Una prima stima porta ad ipotizzare almeno una cinquantina di persone, molte delle quali gravitano sul Modenese. Ma per proporre un quadro complessivo sarà necessario una dettagliata analisi degli apparecchi informatici (telefono cellulare e computer) sequestrati e che racconteranno inevitabilmente la rete che si è sviluppata intorno al body builder carpigiano.

L’ARRESTO

Di fronte a tutta quella merce illegale è scattato l’arresto. Le accuse al 36enne sono produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope; utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti e la mancata applicazione delle linee guida per la somministrazione di farmaci. Ma i carabinieri, coordinati nell’inchiesta dal pubblico ministero Maria Angela Sighicelli, potrebbero presto contestare ulteriori aggravanti tra cui l’esercizio abusivo della professione medica visto che i farmaci non sono somministratibili a piacimento. Martedì pomeriggio si è tenuta l’udienza di convalida: il giudice ha confermato l’arresto, disponendo per Rovatti i domiciliari. Non c’è infatti rischio di reiterazione del reato né inquinamento delle prove visto che l’enorme cumulo di prodotti anabolizzanti è stato sequestrato dagli investigatori. —

Francesco Dondi

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