Hera, Piano industriale al 2022 con 3,1 miliardi di investimenti
La società multiservizi Hera ha presentato ieri il Piano industriale al 2022 che prevede oltre 3 miliardi di euro di investimenti.
I dati più significativi vanno da un margine operativo lordo al 2022 pari a 1,18 miliardi di euro, 200 milioni in più rispetto a quello registrato nel 2017, a investimenti industriali e finanziari complessivi di oltre 3,1 miliardi di euro con un incremento del 9% rispetto agli investimenti previsti nel precedente Piano industriale e un dividendo previsto in crescita fino a 11 centesimi per azione nel 2022 con un incremento del 16% rispetto all'ultimo dividendo pagato, che era pari a 9,5 centesimi per azione nel 2017.
Il Cda di Hera ha anche esaminato il preconsuntivo 2018, che consolida un margine operativo lordo a fine anno di 1,02 miliardi di euro, in crescita del 3,6% rispetto ai 984,6 milioni al 31 dicembre 2017.
Guardando alla politica dei dividendi, il dividendo pari a 9,5 centesimi per azione del 2017 aumenterà a 10 centesimi per azione nel 2018 e 2019, a 10,5 nel 2020 e 2021 e a 11 nel 2022 con un incremento di 0,5 centesimi ogni due anni.
Dal punto di vista industriale, come evidenzia la multiutility in una nota, la strategia punta a cinque priorità: «Crescita, efficienza, eccellenza, innovazione e agilità con uno sviluppo trainato da un mix tra crescita organica e per linee esterne». Fra i temi salienti, la riconferma delle attuali concessioni con le gare per la distribuzione gas e per l'igiene urbana; l'obiettivo di superare 3 milioni di clienti energia al 2022 e un valore condiviso pari a oltre 470 milioni di euro.
«In un quinquennio di forte espansione della base impiantistica - ha detto Stefano Venier, Ad Hera - si prospetta una nuova fase con importanti appuntamenti in quasi tutti i business. Il Piano si basa sul presupposto di affermare la nostra leadership nei servizi al territorio di riferimento e di perseguire l’evoluzione tecnologica. Il Piano industriale è stato costruito attorno a temi di interesse globale in quanto siamo perfettamente consapevoli del nostro ruolo di abilitatore delle circular smart cities».—
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