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Il messaggio della Rando contro le mafie

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«Il processo Aemilia ci dice che, se vogliamo contrastare l’infiltrazione delle mafie, oggi nessuno può più permettersi di essere disattento. La disattenzione, che sia da parte di un imprenditore, associazione di categoria, istituzione, organo di informazione, è grave e diventa la forza della mafia». Lo ha detto Enza Rando, avvocata e vice presidente dell’associazione “Libera contro le mafie”, costituita parte civile nel processo che si è svolto a Reggio Emilia, intervenendo ieri in Consiglio comunale, alla presenza del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e della giunta, per una comunicazione nella quale ha illustrato gli elementi essenziali di quello che ha definito “il maxi processo del nord”.

«Ormai tutti sappiamo che le mafie cercano di radicarsi nei territori dove trovano ricchezza – ha spiegato Rando – e il processo ha descritto come si sono insinuate e come hanno cambiato la loro morfologia, con atti non più violenti, ma sotterranei, per infiltrarsi nel sistema economico. Il processo ci ha aperto gli occhi: dobbiamo tutti essere molto attenti perché loro provano a mettersi il vestito della legalità ma noi dobbiamo riconoscerli». —



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