La questura: «Opera rimossa perché ritenuta inopportuna»
La realizzazione del Collettivo Fx strappata prima della cerimonia dell’eccidio La pattuglia della Digos non ha ricevuto ordini ma ha agito d’iniziativa
L’opera di street art creata dal Collettivo Fx, gruppo emiliano noto nell’ambiente artistico italiano, che voleva commemorare i morti dell’eccidio del 9 Gennaio 1950 era qualcosa di inopportuno. O per lo meno è così sembrata ai poliziotti della Digos modenese che l'hanno tolta e distrutta, poco prima che iniziasse la commemorazione ufficiale alla presenza delle autorità. La posizione ufficiale della questura è questa: la pattuglia inviata per il servizio di controllo della cerimonia ha pensato di togliere quel grande manufatto perché lo ha ritenuto inopportuno. La pattuglia ha agito d’iniziativa. C’era scritto obiettivo, c’era una persona che sparava a un civile e quindi ha ritenuto di doverlo togliere. Inoltre non c’è stato alcun ordine preciso dai vertici. In pratica, hanno spiegato, è quello che succede normalmente quando gli agenti si trovano qualcosa di inopportuno durante le manifestazioni e pertanto lo hanno rimosso. Dunque, viene da considerare, al pari di uno striscione o di una scritta sui muri. In questura infatti spiegano che anche in questi casi non c’è bisogno di chiedere perché si tratta di un intervento “normale”, una prassi. Non c’è dunque bisogno smuovere i grandi capi di via Palatucci per avere l’ok per intervenire, si agisce di default. Quel grande disegno era inopportuno durante le celebrazioni dell’eccidio alle fonderie e, pare di dedurre anche se a riguardo non c’è stata alcuna esternazione ufficiale, che nessun agente tra quelli sul posto fosse a conoscenza che quella era un’opera di street art, commemorativa e simbolica. —
S.TO
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