Nasce il primo ambulatorio dedicato alle cure palliative
Anche in città apre la struttura riservata ai malati terminali: in provincia 1400 casi Serve tempo per l’arrivo dell’hospice a Castelfranco per i malati gravi e le famiglie
Modena città, dopo la provincia, si attiva per rendere migliore l’ultima fase dell’esistenza di chi è affetto da patologie in fase avanzata (1400 sul nostro territorio, di cui oltre 400 sotto la Ghirlandina).
Nasce il primo ambulatorio cittadino dell’Ausl dedicato alle cure palliative che segue le sedi di Castelfranco, Carpi, Spilamberto, Pavullo e Sassuolo: è collocato presso il centro di Assistenza domiciliare infiermieristica di Torrenova in via Nonantolana 685/S ed è aperto a cadenza quindicinale dalle 9 alle 11 (accesso su prenotazione chiamando il numero 059.2134110, ogni giorno feriale dalle 7 alle 19 e il sabato dalle 7 alle13).
Mentre occorre ancora attendere per l’arrivo di un hospice modenese (sarà a Castelfranco) i malati gravi e le loro famiglie hanno un appoggio importante, come ieri ha spiegato la decina di infermieri che ogni giorno si occupano dell’assistenza domiciliare di questi pazienti.
Ieri, all’apertura del nuovo ambulatorio dell’Ausl erano presenti anche i medici responsabili.
«Il nuovo ambulatorio che abbiamo attivato - spiega Paolo Vacondio, referente per le cure palliative dell’Ausl può rappresentare una fase di assistenza intermedia che precede l’attivazione delle cure palliative domiciliari. Per questa tipologia di pazienti sono fondamentali il controllo del dolore e l’aspetto psicologico che investe anche le famiglie. Questo tipo di appoggio crediamo possa favorire la qualità della fase finale della vita di queste persone e delle relazioni che intercorrono tra loro e i loro famigliari. Questi ambulatori, il cui accesso è gestito dal medico di medicina generale del paziente, sono regolati da normativa regionale e le Usl si stanno attrezzando».
Diversi i servizi offerti dalla infrastruttura medica: ci sarà una continua consulenza sui sintomi di questi malati oltre a un supporto nelle scelte di cura e non mancherà da parte degli operatori sanitari l’accompagnamento nel percorso di consapevolezza e convivenza con la fase avanzata della malattia oltre appunto alla cura dei vari aspetti psicologici che entrano purtroppo in gioco in queste difficili fasi della vita.
Intervengono anche Angelo Vezzosi, direttore del dipartimento di cure primarie dell’Ausl e Luca Gelati coordinatore del comitato Ausl malattie palliative: «I nostri 35 infermieri, di cui 10 a Modena, che assistono quotidianamente i malati e le famiglie insieme al personale medico, agli psicologi e agli assistenti sociali fanno un mestiere assai delicato. Il loro ruolo è fondamentale anche nel passaggio di questi malati dagli ospedali a casa e nell’assistere nella evoluzione della malattia».
A Modena oggi abbiamo l’hospice del Com, mentre il principale ospedale diffuso, con 4mila posti-letto, dove sono presenti tanti malati nell’ultima fase, è rappresentato dalle 54 strutture di residenza per anziani».
«Potenziare la rete di cure palliative a Modena è una scelta molto importante – sottolinea il direttore del Distretto sanitario Andrea Spanò - che ha lo scopo di personalizzare le cure per accompagnare al meglio la persona malata ed i suoi famigliari. Nell’ambulatorio, un fondamentale nodo della rete diffusa delle cure palliative attiva nella nostra provincia».
E conclude: «Nessuno si senta solo in un momento così difficile da affrontare». —
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