Gazzetta di Modena

Modena

IN TRIBUNALE 

Processato per stalking allo zio che fu accoltellato da suo padre

C.G.

L’incredibile guerra tra due famiglie che vivono in una villetta bifamiliare divisa Un fratello aggredì l’altro e ora imputato è suo figlio

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Il padre fu condannato a cinque anni di carcere per aver assalito in cortile il fratello accoltellandolo al punto di spezzare la lama. Ora il figlio e la moglie sono a processo per stalking sempre contro la stessa persona: lo zio/cognato. Prosegue insomma l’incredibile guerra tra due famiglie sassolesi capeggiate da due fratelli divisi in tutto, compresa la casa lasciata dal padre, esattamente separata a metà. Le imputazioni contro il 26enne e la madre 57enne sono di episodi persecutori proseguiti fino a un anno fa. Il caso, passato al vaglio della Procura, è arrivato ieri in aula davanti al giudice monocratico che ha smistato l’udienza rinviandola a ottobre per la prima udienza durante la quale saranno ascoltati i primi testimoni.

Sono anni che nella villetta bifamiliare di via Ancora proseguono tensioni e litigi tra i due fratelli costretti a vivere fianco a fianco con le loro famiglie. Nel 2013 esplose la furia di uno dei due, Nicola, che al termine dell’ultima feroce lite tornò in cortile con un coltello, saltò la recinzione e accoltellò il fratello Vincenzo alla schiena colpendolo alla testa più volta e spezzando la lama. La vittima fu ricoverata in Neurochirurgia mentre l’aggressore prima fu portato in carcere e poi fu condannato a cinque anni, scontati in parte ai domiciliari. Il periodo di espiazione è ormai terminato ma intanto è esploso un altro motivo di tensione tra le due famiglie in questa lite senza fine.

Questa volta Vincenzo e i suoi familiari accusano la famiglia di Nicola (non Nicola, è estraneo) di gettare il pattume nel loro cortile in gesto di spregio. Nella denuncia vengono citati altri episodi che comproverebbero, secondo la pubblica accusa, un atteggiamento di persecuzione e disprezzo che rendono impossibile la vita a Vincenzo e famiglia. Sotto accusa e ora imputati sono finiti il figlio di Nicola e la moglie, difesi dall’avvocato Luca Lugari. La lite tra familiari tornerà così in un’aula di tribunale per una vicenda molto più modesta rispetto al tentato omicidio dell’altra volta. —

C.G.

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