Vis Hydraulics, l’azienda dell’Appennino che cresce a ritmi record da Silicon Valley
Pavullo. È al 27esimo posto in Italia nelle imprese il cui fatturato è in rapida salita (+20%). Produce valvole oleodinamiche
Nonostante il contesto economico non semplice, in Italia ci sono 86 aziende che nell'ultimo quinquennio sono cresciute con ritmi da Silicon Valley, facendo cioè segnare per cinque volte almeno un +20 per cento in termini di fatturato e/o numero di dipendenti.
Tra queste, in una classifica di lustro aperta da Pandora e Amazon, c’è la Vis Hydraulics di Sant’Antonio (Pavullo), azienda produttrice di valvole oleodinamiche che risulta prima eccellenza modenese con un sorprendente 27° posto su scala nazionale. La fotografia di queste rampanti realtà aziendali è stata fatta da Infocamere per Affari&Finanza, il supplemento di Repubblica uscito lunedì con grafico che evidenzia la posizione raggiunta da Vis a fine 2017, con un fatturato a 22.037.976 euro. E pensare che i conti del 2018 proiettano già sopra quota 30 milioni.
Come le altre società del “club” prestigioso e ristretto, secondo gli analisti può dunque fregiarsi del titolo di “scale-up”, cioè realtà che in pochissimo tempo da piccola che era ha raggiunto lo status di impresa di successo. Club ristretto perché la selezione dei conti è stata durissima: nel triennio 2013-2015 le aziende considerate col vento in poppa erano 895 in Italia. Ma nel biennio successivo solo 86 appunto sono riuscite a mantenere una performance da almeno un +20 per cento.
ORGOGLIO E TERRITORIO
Con un riconoscimento di questo tipo, Vis si avvia dunque a festeggiare nel modo migliore il suo primo decennio di attività. Correva infatti il 23 gennaio 2009 quando il Ceo Adamo Venturelli ne firmò l'atto di nascita, in quello che poi, quando anche in Italia arrivarono i contraccolpi della crisi Lehman Brothers, si rivelò il peggior momento economico possibile. Ma con ostinazione, e voglia di continuare a credere in un sogno, è andato sempre avanti. E adesso l'azienda è arrivata a dare lavoro a 300 dipendenti (182 nelle due sedi Vis più quelli delle controllate Mecof, a Serra, e Promos Service a Fanano) rappresentando una realtà di punta di tutto il Frignano.
«I primi anni il bilancio era un libro horror – ricorda Adamo – ma era stato messo in conto. Abbiamo resistito, e siamo riusciti a guadagnarci sul mercato mondiale la reputazione che ci ha portati a questo risultato, che è qualcosa di splendido: trovarsi nella stessa classifica con Pandora e Amazon dà una certa emozione. E una carica eccezionale. Lo vedo come un orgoglio per tutto il territorio, perché la Vis è fatta di territorio: noi attingiamo alle persone di Pavullo e del Frignano che sono la nostra forza, con la loro ineguagliabile capacità di manodopera e cura del dettaglio. Non è un successo mio, ma della squadra».
«È anche una bella storia da raccontare – continua Adamo – perché fatta di persone normalissime che semplicemente non si sono arrese e di fronte alle difficoltà si sono rimesse continuamente in gioco cercando e trovando il loro sbocco sull’oceano. È un messaggio di ottimismo: significa che anche in Italia si può fare imprenditoria di successo. È più difficile, ma quando ce la fai la soddisfazione è doppia».
Un successo peraltro giovane (età media dei dipendenti 34 anni) e molto “rosa”, perché il 70 per cento del personale è donna. Il segreto? «Ho avuto la fortuna di avere davanti la figura di mio padre – sottolinea – che per tanti anni è stato un riferimento imprenditoriale qui. Sono potuto andare all’estero, confrontandomi con culture diverse e approcci diversi all’imprenditoria. E alla fine ho fatto il mio mix, individuato il mio modo di fare azienda. Che parte dalle persone appunto: investire, formare, motivare il personale offrendo un impiego di qualità. Poi cura del dettaglio, innovazione costante e voglia di mettersi sempre alla prova in nuovi mercati». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
