A22, la Provincia trema Tomei: «Così si rischia di non fare investimenti»
Il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei (Pd) attacca il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture Michele dell’Orco (M5S) su Autobrennero.
«Non condividiamo - gli ha scritto nella missiva - le proposte del governo sulle modalità di controllo e di gestione della società a capitale pubblico che potrebbe ottenere la concessione dell’Autobrennero». E chiede di incontrare i vertici del ministero per ottenere un accordo di cooperazione sulla governance dell’A22 e sul mantenimento del piano trentennale di investimenti da 4,1 miliardi di euro (compresi 60 milioni da destinare alla viabilità modenese) stabiliti dal precedente governo.
La società che dovrebbe subentrare si chiama “Brenner Corridor” e gestirà l’A22.
Le critiche si appuntano anche contro le scelte di fondo nella distribuzione dei profitti. Tra l'altro è prevista la restituzione allo Stato degli utili della società dal 2014 a oggi nonché il controllo dell’amministrazione statale attraverso un comitato paritetico con poteri su gestione, investimenti nonché sulle politiche di bilancio della società “in house”.
«Chiediamo a Dell’Orco - scrive Tomei - di intervenire su questa vicenda anche come rappresentante di un intero territorio che risulta penalizzato. Per tutti i soci di Autobrennero spa (parte delle azioni sono detenute dalla Provincia di Modena) queste proposte non tutelano il patrimonio della società e mettono a rischio investimenti fondamentali».
Tomei, subentrato a Muzzarelli, fa alcuni esempi delle infrastrutture attese: la terza corsia nel tratto Campogalliano-Verona appunto sull’Autobrennero, la terza corsia dinamica fino a Bolzano (A22), la Cispadana, la bretella Campogalliano-Sassuolo oltre alle opere viarie di collegamento con l'autostrada, finanziate dall'A22 ed eseguite dagli enti pubblici soci dell’autostrada.
Poi Tomei ricorda che l’A22 attraversa un territorio fondamentale, quello modenese e padano, per l’economia nazionale: «Questo territorio - spiega ancora il presidente - per continuare ad avere una prospettiva di crescita e sviluppo del settore produttivo e dei servizi, per migliorare la rete di relazioni e comunicazioni con le regioni limitrofe, per continuare ad avere una porta di accesso all'Europa, deve avere garanzie in merito al futuro della gestione della A22 e degli investimenti».
E il governo? Ha congelato per sei mesi la richiesta di rincaro delle tariffe. —
S.L.
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