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Bettini e il Punto Nascite «Copiare la Toscana»

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PVULLO. «A Barga, Comune toscano a 410 metri di altitudine poco distante dal crinale, il Punto nascita dell'ospedale rimane aperto perché non è vero che l'accordo Stato-Regioni del 2010 impone la chiusura sotto i 500 parti annui: c'è un Decreto ministeriale del 2015 che già consente una deroga, in presenza di condizioni orografiche difficili». A ricordarlo, nel dibattito sul Punto nascite di Pavullo che si è riacceso in questi giorni, è Maria Cristina Bettini del comitato “Salviamo l'ospedale”. «A Barga – sottolinea Bettini, che è di lì – si è passati dai 557 parti annui del 2008 ai 247 del 2018, ben oltre la soglia dei 500, ma anche nei giorni scorsi l'assessore alla Sanità della Regione Toscana, Stefania Saccardi, ha dichiarato che il Punto nascita non si tocca. Il Comitato nazionale nel giugno 2018 ha espresso parere favorevole alla richiesta di deroga presentata dalla Regione Toscana tenendo conto che per alcuni Comuni di quel bacino l'ospedale di Lucca è distante 60 minuti. Il disagio orografico è dunque condizione sufficiente per l'applicazione del Decreto Ministeriale 11/11/2015, che è prevalente su qualsiasi altra potestà in materia sanitaria». «La Toscana smentisce il governatore dell'Emilia Romagna Bonaccini – incalza la Bettini – mostrando come i parametri dell'Accordo Stato-Regioni del 2010 non impediscano alla Regione di mantenere, adeguare e riaprire il servizio. Il ministro Giulia Grillo sarà sicuramente pronta a metterlo nero su bianco sull'istanza di riesame del parere ministeriale riguardo il Punto nascita di Pavullo avanzata da tempo col supporto di questo comitato, per cui manca ancora una risposta». —

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