Gazzetta di Modena

Modena

Le sfide di Modena e il valore della rovesciata

Roberta Giani
Le sfide di Modena e il valore della rovesciata

4 MINUTI DI LETTURA





Roberta Giani è il nuovo direttore della Gazzetta di Modena, succede a Enrico Grazioli da oggi direttore de Il Piccolo di Trieste. Ecco il suo editoriale di presentazione in apertura del primo numero della Gazzetta di Modena da lei diretto.

___________________________________

Sei in campo. In difesa. Il bomber avanza. La tua porta è minacciata e tu, in un istante che ti consegnerà alla leggenda, decidi di spazzare via il pericolo calciando il pallone a testa in giù. C’è un pizzico di follia in ogni rovesciata. Figuriamoci in quella “più bella” che ho rivissuto, pochi giorni fa, nel video che racconta una grande storia modenese: la saga della Panini. Sì, c’è un pizzico di follia in un calciatore “capovolto” nella sua area di rigore come ce ne dovrebbe essere, almeno per me, in chi fa uno dei mestieri più belli del mondo: il giornalista.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.17643900:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/modena-la-rovesciata-piu-bella-la-storia-delle-figurine-panini-in-un-video/107746/108353]]

La follia “sana” che spinge a tuffarsi senza pregiudizi in una realtà estremamente complessa da raccontare; che porta a dubitare, sperimentare, sbagliare; che non teme, quando serve, di mettersi “sottosopra”. Certo, nella difficile partita che impegna il mondo dell’informazione da anni, valgono quanto mai gli strumenti “antichi” del mestiere: passione, rigore, curiosità, bagaglio culturale, onestà intellettuale, indipendenza di giudizio, impegno civile.

E fatica. Valori che la Gazzetta di Modena, in cui arrivo oggi con grande rispetto e grande emozione, ha consolidato nella sua lunga storia. Condivisi nel Gruppo editoriale Gnn che ringrazio per l’opportunità che mi ha dato. Indispensabili per tutelare il nostro patrimonio: la fiducia dei lettori. Ma bastano quei valori? In una società bersagliata da un flusso continuo e indistinto di informazioni, in cui il giornalismo è più che mai necessario, spetta innanzitutto a noi giornalisti interrogarci. E cercare risposte non di comodo. Abbiamo, però, bisogno di voi.

La Gazzetta che ricevo dal direttore uscente Enrico Grazioli, a cui vanno il mio grazie più caloroso e il mio augurio più sincero per il nuovo incarico professionale, è già la voce dei modenesi. 

Una voce che si esprime e si esprimerà sempre più nelle sue diverse “intonazioni”: carta, sito, social - senza distinzioni o, peggio, gerarchie - sono oggi il giornale “integrato” di una comunità che vogliamo sempre più forte.
Perché, come ha detto il presidente Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno, crediamo che in un’Italia dove sembra prevalere la ricerca di quello che allontana anziché di quello che accomuna, ci sia l’esigenza crescente di «sentirsi e riconoscersi come comunità».
 
E una comunità si costruisce assieme. La Gazzetta rilancia il suo impegno, con l’ambizione di poter essere anche motore di identità e aggregazione culturale, ma i protagonisti siete voi. E la vostra Modena «da dove si vede il mondo», come disse Enzo Ferrari a un grande giornalista, Antonio Ramenghi, che su queste pagine definì la città, con l’intera provincia, «una delle vere capitali italiane del glocal».
 
Io, ancora da “straniera”, triestina cresciuta in una provincia a lungo schiacciata dalla storia, vedo in questo territorio l’espressione di un’Italia bella e invidiabile: il dominio delle classifiche economiche, i tassi di occupazione record, la sanità e l’istruzione di alto livello, le capacità di ripresa dalla crisi come dal terremoto vanno a braccetto con il senso civico, la solidarietà, la tradizione sportiva e quella musicale, l’accoglienza, l’enogastronomia da sogno.
 
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.17640086:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2019/01/11/news/grazie-modena-dove-tutto-e-possibile-1.17640086]]
 
Nonostante la qualità della vita, però, anche Modena ha le sue scelte da compiere. Le sue zone d’ombra da illuminare. I suoi modelli da rivedere. Il suo futuro da scrivere: la salvaguardia del lavoro e delle tutele, le risposte alle fasce deboli, le decisioni urbanistiche, la realizzazione del polo culturale del Sant’Agostino, i tagli e i vincoli nazionali, la richiesta di sicurezza...
 
E poi, o forse prima, le elezioni comunali che - seppur concomitanti con le elezioni europee più importanti da quando esiste la Ue - hanno già un sapore storico nella loro straordinaria valenza locale e, al contempo, nazionale.
 
Le racconteremo, queste sfide, ospitando e favorendo il confronto. Senza faziosità. Ma rivendicando sempre, in un tempo in cui abbondano gli attaccanti talvolta sguaiati e sgraziati, il ruolo che fu di Carlo Parola: saremo i difensori dei diritti. Umani, sociali, civili. Toglierli a uno solo, anche a parole, anche a fini di propaganda, ci indebolisce tutti.
 
E ora vi aspettiamo per raccogliere storie, proposte e critiche, per accrescere la qualità, per correggerci se sbagliamo, pronti a tentare assieme persino una o più rovesciate: se non qui, nel luogo che ha trasformato un gesto sportivo in un mito mondiale, dove?

ROBERTA GIANI

r.giani@gazzettadimodena.it

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google