Gazzetta di Modena

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LE SFIDE DI MODENA E IL VALORE DELLA ROVESCIATA

Roberta Giani

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Segue dalla prima

Una voce che si esprime e si esprimerà sempre più nelle sue diverse “intonazioni”: carta, sito, social - senza distinzioni o, peggio, gerarchie - sono oggi il giornale “integrato” di una comunità che vogliamo sempre più forte.

Perché, come ha detto il presidente Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno, in un’Italia dove sembra prevalere la ricerca di quello che allontana anziché di quello che accomuna, crediamo che ci sia l’esigenza crescente di «sentirsi e riconoscersi come comunità».

E una comunità si costruisce assieme. La Gazzetta rilancia il suo impegno, con l’ambizione di poter essere anche motore di identità e aggregazione culturale, ma i protagonisti siete voi. E la vostra Modena «da dove si vede il mondo», come disse Enzo Ferrari a un grande giornalista, Antonio Ramenghi, che su queste pagine definì la città, con l’intera provincia, «una delle vere capitali italiane del glocal».

Io, ancora da “straniera”, triestina cresciuta in una provincia a lungo schiacciata dalla storia, vedo in questo territorio l’espressione di un’Italia bella e invidiabile: il dominio delle classifiche economiche, i tassi di occupazione record, la sanità e l’istruzione di alto livello, le capacità di ripresa dalla crisi come dal terremoto vanno a braccetto con il senso civico, la solidarietà, la tradizione sportiva e quella musicale, l’accoglienza, l’enogastronomia da sogno.

Nonostante la qualità della vita, però, anche Modena ha le sue scelte da compiere. Le sue zone d’ombra da illuminare. I suoi modelli da rivedere. Il suo futuro da scrivere: la salvaguardia del lavoro e delle tutele, le risposte alle fasce deboli, le decisioni urbanistiche, la realizzazione del polo culturale del Sant’Agostino, i tagli e i vincoli nazionali, la richiesta di sicurezza...

E poi, o forse prima, le elezioni comunali che - seppur concomitanti con le elezioni europee più importanti da quando esiste la Ue - hanno già un sapore storico nella loro straordinaria valenza locale e, al contempo, nazionale.

Le racconteremo, queste sfide, ospitando e favorendo il confronto. Senza faziosità. Ma rivendicando sempre, in un tempo in cui abbondano gli attaccanti talvolta sguaiati e sgraziati, il ruolo che fu di Carlo Parola: saremo i difensori dei diritti. Umani, sociali, civili. Toglierli a uno solo, anche a parole, anche a fini di propaganda, ci indebolisce tutti.

E ora vi aspettiamo per raccogliere storie, proposte e critiche, per accrescere la qualità, per correggerci se sbagliamo, pronti a tentare assieme persino una o più rovesciate: se non qui, nel luogo che ha trasformato un gesto sportivo in un mito mondiale, dove?

Roberta Giani

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