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Tentato omicidio. Il rapper sassolese Malacarne patteggia 4 anni e 10 mesi di reclusione

Tiziano Soresina
Tentato omicidio. Il rapper sassolese Malacarne patteggia 4 anni e 10 mesi di reclusione

Epilogo giudiziario per la delicata vicenda dell’accoltellamento, nella notte fra il 3 e il 4 febbraio scorso, dell’albanese 22enne Aldi Shpijati (ex bomber dell’Arcetana ora alla Casalgrandese).

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SASSUOLO. Il danno risarcito dai due imputati accusati in concorso di tentato omicidio, una lettera di scuse consegnata al giovane che venne accoltellato, l’accoglimento del doppio patteggiamento con la concessione degli arresti domiciliari.

Un epilogo giudiziario non a nervi tesi, quindi, nell’udienza preliminare davanti al gup Luca Ramponi in cui ieri mattina è stata affrontata la delicata vicenda dell’accoltellamento, nella notte fra il 3 e il 4 febbraio scorso, dell’albanese 22enne Aldi Shpijati (ex bomber dell’Arcetana ora alla Casalgrandese).

Il calciatore era stato accoltellato all’addome a seguito di un diverbio scoppiato nel piazzale nei pressi della stazione ferroviaria di Scandiano. Cinque anni di reclusione la pena “concordata” per il 30enne Juri Margini di Viano considerato l’autore materiale dell’accoltellamento. Tramite l’avvocato difensore Antonio Sarzi Amadè ha voluto consegnare, a fine-udienza, una lettera a Shpijati in cui si scusa con lui e la sua famiglia. Un sincero pentimento che la difesa arricchisce da altri particolari riabilitativi: il comportamento esemplare in carcere, il ritorno a scuola in un istituto professionale.

Patteggiamento solo leggermente inferiore (4 anni e 10 mesi di reclusione) per il 36enne Emilio Finizio, rapper conosciuto con il nome d’arte di Malacarne, originario di Sassuolo ma pure lui con residenza a Viano. Aveva passato il coltello all’amico prima della colluttazione.

È tutelato dai legali Marco Augusto Pellegrini e Fabio Di Salvo. Presenti all’udienza preliminare solo il calciatore albanese, ma non il marocchino 24enne Amin Aouaj (residente a Scandiano) che era stato minacciato con il coltello.

Si sono entrambi costituiti parte civile, tramite gli avvocati Giovanni Tarquini, Giuseppe Pagliani e Domizia Badodi. «È stata accettata la proposta economica risarcitoria – commenta il legale Tarquini al termine dell’udienza – valutandola come un’opportunità per mettere la parola fine alla vicenda giudiziaria». Contraria la parte civile alla concessione dei arresti domiciliari ai due imputati, mentre non si è opposto il pm Giulia Stignani. «Il fatto è stato gravissimo – prosegue Tarquini – e Shpijati ha rischiato di morire. Pur apprezzando il pentimento, riteniamo che sia giusto non rinunciare ad un profilo sanzionatorio, ad un percorso punitivo e riabilitativo al tempo stesso». Il gup Ramponi ha ritenuto, invece, di scarcerare Margini e Finizio, mettendoli agli arresti domiciliari. Siamo ancora nella fase cautelare e una volta passata in giudicato la sentenza è probabile che le difese facciano richiesta al giudice di una misura restrittiva più soft. —

Tiziano Soresina
 

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