«Ci offrirono 5 milioni per l’ok alla discarica»
Finale. L’assessore Borgatti rivela ai cittadini un retroscena «Se firmavamo ci anticipavano subito le compensazioni»
FINALE. «Niente di illegale, intendiamoci». L’assessore Gianluca Borgatti, a fronte delle domande della Gazzetta, lo precisa subito. Ma, seppur smussando i toni, conferma il retroscena su Feronia3, ovvero sulla terza riapertura della discarica di Canaletto, che ha svelato poco prima a una settantina di concittadini: «Non vi ho mai raccontato sinora che, poco tempo dopo il nostro insediamento, bussò al mio ufficio di assessore all’Ambiente di un piccolo Comune una persona con la sua valigetta che si qualificò dirigente di Hera. Ne rimasi sorpreso; in sede c’era il sindaco e, prima di parlare, lo chiamai nell’ufficio. Il dirigente ci illustrò le meraviglie della discarica che Hera vuole costruire a Finale e poi ci disse di sapere che il Comune era in difficoltà economica e, per farci un favore, ci propose di liquidare, subito, una consistente quota dell’indennizzo che sarebbe spettato in futuro al Comune con la costruzione della discarica. Tre anni di compensazioni in anticipo, circa 5 milioni di euro. Il tutto purché avessimo firmato subito a favore della discarica. Io e il sindaco ci rifiutammo, dicendo di essere contrari a questo impianto, e quel signore se ne andò».
Nel corso dell’incontro, rispondendo alle sollecitazioni dei cittadini e dell’Osservatorio civico “Ora Tocca a noi”, Borgatti ha anche assicurato che il Comune sta già predisponendo il ricorso al Tar, dal momento che giovedì 17 gennaio la conferenza dei servizi, a Modena, si prepara a dare l’ok all’impianto. Ieri il comitato, rappresentato da Maurizio Poletti, Carlo Valmori e Monika Cotti, ha illustrato un esposto penale corredato da 5 rilievi tecnici. In base ai quali, contrariamente a quando scritto nel recente nullaosta del Governo che ha ripassato alla Regione l’ok alla discarica, esiste una più che plausibile relazione tra gli inquinanti cancerogeni che si trovano in zona e la discarica. In sostanza nessuno avrebbe mai provveduto alla bonifica delle vecchie discariche di via Obici, commettendo un reato.
«State attenti - ha avvisato Borgatti - perché quello della bonifica da fare è proprio il cavallo di troia che userà Hera per farsi rilasciare l’ok». «Un ricatto», ha replicato Valmori riscuotendo il consenso dei cittadini, pronti alla mobilitazione organizzata per giovedì 17.
E proprio su questo tema Herambiente, socio di maggioranza di Feronia, che costruirà la discarica di rifiuti speciali industriali in arrivo da tutta la regione e oltre, «tiene a precisare di avere piena fiducia nell'operato della magistratura e di avere dato e continuare a dare ogni utile supporto alla autorità giudiziaria per fare luce sui fatti oggetto dell'indagine, in modo da poter dimostrare l’assoluta correttezza dell'operato della società e dei suoi amministratori. Il progetto in corso di valutazione non è in alcun modo collegato con l’indagine di cui sopra. Ha invece una sua vita propria ed è, in coerenza con la normativa di settore, sottoposto al vaglio di tutti gli enti preposti... È bene ricordare che lo sviluppo dell'impianto garantirà alla Regione la chiusura del ciclo dei rifiuti urbani e speciali, oltre che consentire di ristrutturare, dal punto di vista infrastrutturale, anche i vecchi lotti della discarica comunale, senza pesare sul bilancio e sui fondi dei Comuni. È quindi un progetto virtuoso», garantisce Hera. Anche se l’esistenza di una inchiesta della Procura e dei carabinieri, con nomi eccellenti tra gli indagati, resta l’altra ragione per cui cittadini e comitati compatti chiedono che il progetto per ora si fermi. —
Alberto Setti
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