Ciclista travolto da camion pirata Ora il figlio 11enne è affidato agli zii
Mamma da tempo all'estero, il ragazzino viveva col padre Il Comune ha attivato subito la macchina dei servizi sociali
C’è un dolore in più in questa tragedia. Un dolore indifeso, fragile ma profondissimo. È quello del bambino di Mourad, l’operaio di 45 anni travolto e straziato dal passaggio di un mezzo pesante, il cui conducente non si è fermato per soccorrerlo ed è scappato via. Questo bambino di undici anni ha perso il papà, l’altra mattina: un rapporto stretto e unico, figlio e padre. Lui con la sua scuola media che affrontava al primo anno, l’altro che si adoperava come operaio presso un’azienda di San Cesario, in forza alla cooperativa Libellula.
La mamma non c’ è più, da tempo i genitori si erano allontanati, il loro rapporto evidentemente era finito e la donna vive all’estero. Dunque una vita a due, a Modena, con ritmi scanditi dagli impegni, tra gli amici coetanei, con l’appoggio necessario anche de i vicini di casa e i loro figli, in amicizia, nel rispetto reciproco. L’altra mattina il bambino (o meglio il ragazzino, perché chi va alle medie vuole già distinguersi, staccarsi dal suo recente passato di scolaro diventando studente) non era andato a scuola. Nel suo istituto c’era probabilmente uno sciopero, una manifestazione, insomma qualcosa per cui poteva restare senza problemi a casa. È così ha fatto e la sua mattinata era stata organizzata. Era dai vicini, dove poteva giocare con i loro figli. Nel frattempo, poco dopo le 7, la tragedia sula via Emilia Est, poco prima del ponte di Sant’Ambrogio. Suo padre era in sella alla bicicletta, con lo zainetto in spalla, il cappuccio calato in testa per il freddo. Pedalava per andare al lavoro, come tutte le altre mattine, lungo quel tratto pericoloso. Ma al lavoro non c’ è arrivato e non ci arriverà mai più. Nemmeno a casa. Sul posto, mentre la polizia municipale gestiva il traffico paralizzato perché il blocco di quel ponte taglia in due la città verso est, la polizia stradale ha iniziato gli accertamenti di prassi sulla vittima, il cui corpo era stato distrutto dal passaggio del mezzo pesante pirata. Probabilmente è stato un collega di Mourad, arrivato sul posto avendo saputo dai media dell’incidente, a dare qualche prima informazione agli agenti. E i poliziotti hanno capito sin da subito, abituati purtroppo ad avere a che fare con le tragedie e soprattutto con la comunicazione di esse ai cari delle vittime, che il quadro famigliare che si presentava era alquanto delicato.
Per questo motivo è stato subito informato della situazione il Comune che a sua volta ha immediatamente allertato i servizi sociali. La delicata macchina dell’assistenza e del sostegno, fondamentale in questi casi si è dunque messa in moto, attivandosi, portando persone preparate e competenti dal ragazzo. Così il figlio della vittima è stato subito rintracciato, mentre, ignaro di tutto, era in compagnia dei figli dei vicini di casa. Non tutto è perduto per questo undicenne. La sua disperazione troverà una casa, sebbene nuova, ma famigliare, conosciuta, amata. Già, un po’ di amore per questo ragazzo arriverà dagli zii: abitano a Modena, erano da sempre vicini alla coppia formata da padre e figlio, sapranno ora dare loro ogni aiuto e sostegno al ragazzino. I servizi sociali hanno controllato il tutto e sotto la loro egida ha avuto inizio quindi l’affido temporaneo dell’undicenne alla famiglia degli zii. Psicologi, accompagnatori e altri aiuti ancora saranno assicurati. —
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