Gazzetta di Modena

Modena

soliera 

Cinque anni di social market È festa per “Il pane e le rose”

Gaetano Cervone
Cinque anni di social market È festa per “Il pane e le rose”

Più di 200 famiglie in difficoltà fanno la spesa nel punto vendita di via Serrasina Il conto si paga con i punti caricati sulla tessera fiscale, emessa dai servizi sociali 

3 MINUTI DI LETTURA







Più di 200 famiglie di Soliera in difficoltà economica già servite con 11435 spese alimentari (e non) effettuate, 50 tonnellate di cibo fresco, una rete estesa di solidarietà con 10mila ore di volontariato e centinaia tra aziende, associazioni ed esercenti in prima linea per offrire il proprio contributo.

Basterebbero solo questi numeri per testimoniare quanto il social market “Il pane e le rose” a cinque anni dalla sua nascita abbia fatto per l’intera comunità, non solo per i più bisognosi. E infatti ieri, nella sede di via Serrasina, nessuno è voluto mancare alla “festa di compleanno” di una delle scommesse più riuscite.

«Un posto unico, speciale, straordinario, dove si rende il fruitore non un bisognoso, ma un cittadino» ha evidenziato il sindaco Roberto Solomita, sottolineando l’importanza di un luogo “inclusivo che fa dell’aspetto sociale, etico e ambientale una questione cruciale grazie ai tanti donatori e al contributo dei nostri magnifici volontari».

Promosso e realizzato dalle delle Terre d’Argine, Comune di Soliera e Cooperativa sociale Eortè, “Il pane e le Rose” funziona come un supermarket perché si fa la spesa, non si paga però in euro ma con i punti caricati sulla propria tessera fiscale rilasciata (ogni tre mesi) dai Servizi Sociali dell’amministrazione sulla base di specifiche difficoltà economiche. Qui i cittadini possono trovare prodotti alimentari, e non solo, donati da grande distribuzione, esercenti della zona, aziende agricole, associazioni. E i numeri che testimoniano la grande risposta della comunità sono incredibili con 50 tonnellate di cibo fresco salvato e non buttato, 23mila litri di latte (di cui 8mila delle aziende del territorio), 7500 confezioni di pane, 2 mila litri di olio, 1300 chili di riso.

«Quando abbiamo pensato all’idea dell’emporio alimentare siamo andati a Prato per studiare il primo esempio del genere e al ritorno eravamo preoccupati considerato la tanta fatica e solidarietà che occorreva - ha ricordato Federico Tusberti, presidente della Cooperativa Eorté - Ma la risposta della comunità è stata straordinaria e dopo pochi mesi abbiamo messo in piedi un luogo che in questi anni è riuscito a mettere la persona al centro».

Protagonisti assoluti i volontari, lo hanno evidenziato, con applausi, tutti i presenti di ieri ricordandone i numeri: 54 le persone che hanno prestato servizio nei cinque anni, 32 quelli ancora attivi per un totale di 10mila ore di volontariato a servizio della comunità. «Siate orgogliosi di questo luogo, un evento straordinario che ha segnato la differenza nelle vite delle persone» ha sottolineato Ramona Vai, responsabile comunale dei servizi sociali.

Sono 208 le famiglie servite, in media 93 ogni anno, 30 quelle nuove accolte ogni 12 mesi: “Il 53% sono famiglie italiane e questo mostra come la crisi abbia colpito tutti e quanto questo servizio sia fondamentale per la comunità intera” ha concluso Riccardo Salami, direttore del social market. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google