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il lutto 

«Diventate le mani di Davide» In centinaia per l’addio al 21enne

Valeria Cammarota
«Diventate le mani di Davide» In centinaia per l’addio al 21enne

L’omelia di don Adamo commuove la chiesa di Santa Croce stracolma per il funerale di Bellimbusto

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Trovare le parole per raccontare il funerale di Davide Bellimbusto, il giovane trovato morto nella sua abitazione a soli 21 anni per un malore, non è semplice. Innanzitutto, perché, concluse le esequie, la sua scomparsa si è fatta se possibile ancora più reale: per i genitori, per il fratellino, per l’intera famiglia, per la miriade di amici che ieri ha presenziato al rito liturgico. Rimane anche il fatto che mentre chi perde il proprio marito o la propria moglie rimane vedovo o vedova, mentre chi perde uno o entrambi i genitori è inesorabilmente orfano, la madre e il padre che perdano un figlio, i nonni che salutino per sempre un nipote, non hanno nome. A questo strazio non corrisponde nessuna parola degna di essere pronunciata. È dunque un’identità che ancora non conoscono quella che i genitori e i famigliari di Davide dovranno costruirsi, da ora e per sempre, giorno per giorno.

Una moltitudine di persone ha salutato Davide non appena aperta la camera ardente del Ramazzini; centinaia sono state quelle che hanno atteso il feretro presso la chiesa di Santa Croce. Un silenzio irreale ha regnato durante la messa e anche il lancio di palloncini bianchi da parte dei compagni della squadra di calcio di Limidi dove si allena il fratellino di Davide è stato accompagnato da pochi, sommessi applausi. Nemmeno questi ultimi, infatti, divenuti da alcuni anni un’usanza cui molti continuano a preferire una più rispettosa assenza di suoni, hanno attecchito tra i presenti, rimasti attoniti ancora per qualche istante, dopo che il feretro è stato caricato in auto per dirigersi verso il cimitero di Carpi. A fatica chi ha partecipato alla funzione ha trovato il coraggio per raggiungere e abbracciare i parenti di Davide.

La cerimonia è stata concelebrata da don Adamo Nika e don Fabio Barbieri, della parrocchia di Quartirolo.

La bara bianca è stata posta di fronte all’altare e al presepe. «Solo pochi giorni fa abbiamo festeggiato una nascita, quella di Gesù - ha affermato don Adamo nell’omelia - Oggi la scomparsa di Davide. Lui ha iniziato un’altra vita: chi crede, lo sa; chi non crede, lo imparerà più tardi. So che in molti di voi regna la rabbia, il dubbio, il senso di vuoto; ma dentro avete anche tanta energia da sfruttare bene. Diventate le mani di Davide, affinché lui che non può più agire lo faccia tramite voi: vi aiuterà. Offritegli le vostre buone azioni e i vostri impegni: sarà contento di questo, sarà felice di poter vivere e agire ancora attraverso la vostra vita. Ci vuole tanto coraggio e buona volontà, ma diventare le sue mani che si muovono nel mondo sarebbe bello». —

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