Le figurine dei calciatori vanno in Svizzera Pronto il museo, Modena sta a guardare
Gianni Bellini, il più grande collezionista al mondo di album, trasloca parte dei suoi tesori per un progetto unico
la storia
Bologna il museo degli album non lo farà, Modena quello della figurina “Giuseppe Panini” ce l’ha da anni con alterne fortune, ma intanto l’Emilia rischia seriamente di perdere il collezionista numero 1 al mondo delle “fifi” dei calciatori. Gianni Bellini da San Felice, supportato dall’esperto Paolo Battaglia e da altri due amici-consiglieri, con ogni probabilità il museo lo aprirà agli inizi del 2020. Però sarà nella Svizzera Italiana, forse a Chiasso. E non appunto a Bologna, dove almeno un “abbocco” c’è stato - come si spiega sotto - e tantomeno a Modena. «Calcio e figurine - spiega Bellini - sono un binomio perfetto, un argomento trasversale che va dal nipote di 6 anni al nonno di 80. Mi dispiace molto, sono deluso per il nostro territorio emiliano, ma ora con la Svizzera siamo alla rifinitura della trattativa. Loro fanno sul serio e spero di arrivare a concludere, magari puntando a un prestito a lungo termine di almeno dieci anni. Io e i miei amici-consiglieri non abbiamo alcuna fretta. Non voglio fare polemiche, però almeno da Bologna potevano dirci che non erano interessati. Invece solo silenzio». E a Modena? «A Modena c’è il museo della Figurina, bellissimo». Diplomatico come sempre Bellini, un signore davvero, non in figurina.
Ma prima di vedere cosa farà Bellini in Svizzera e come sono andate le vicende a Bologna occorre capire chi è il collezionista di San Felice. Il primo album - ne possiede quattromila, che vuol dire 1,6 milioni di figurine, quando il Museo Panini di Modena ne detiene mezzo milione non solo di calcio - Bellini lo compra ad inizio degli anni Settanta nell’edicola di San Felice. Da lì in poi una passione sconfinata che lo porta a dedicare almeno quattro ore al giorno alle “figu”.
«Molto tempo - spiega Bellini, di professione tipografo - lo dedico anche alle interviste. Soprattutto durante Mondiali ed Europei casa nostra è un porto di mare e sono venuti la Cnn, la Reuters, History Channel che ha fatto un documentario, France Press».
Il museo poteva appunto essere a Bologna: «Abbiamo portato al Comune, all’assessore Lepore - dice il collezionista modenese - lo stesso progetto che abbiamo dato ad alcuni professionisti del marketing che mi hanno contattato per la prima volta nel marzo 2018 ad un evento della Fifa a Zurigo. Del resto in Svizzera, tra Mondiali, Europei e il Cio che ha il suo museo, si vende un numero di figurine sette volte più elevato che in Italia. Quindi gli svizzeri ne capiscono. Con loro ci siamo visti più volte, mentre Lepore poteva almeno dirci che non interessava: un no era meglio del silenzio completo». Bellini non perde la pazienza e non vuole replicare troppo a Bologna. «Loro hanno avuto - dice il collezionista - le stesse dodici pagine che hanno avuto gli svizzeri, poi ognuno fa come crede, ci mancherebbe. Io sono impegnatissimo, già ora faccio cinque mostre l’anno, la prossima a Mantova e presto apriamo quella dedicata a Gaetano Scirea a Matera, capitale europea della cultura». Forse il posto giusto poteva essere l’Emilia, magari Modena, ma qui le cose sono oggettivamente complicate: il Museo Panini oggi dipende dalla Fondazione Modena Arti visive, ma continua ad essere ben poco al centro della scena. Il collezionista non commenta, ma un tema lo pone: «Ognuno ha la sua visione sulle cose, ma i numeri ci dicono che il museo di calcio del Real Madrid è il secondo più visto al mondo dopo il Louvre». —
Stefano Luppi
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
