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Nuove tariffe al cimitero Anche le cremazioni ora costeranno di più

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Cremazioni più costose e tombe da liberare: ecco le novità dal Comune.

In accordo con Echoes, la società che gestisce il centro crematorio al Cimitero di San Cataldo per i Comuni di Modena e Carpi, è stato definito un nuovo tariffario per le diverse tipologie di cremazioni Le nuove tariffe, che entrano in vigore da martedì, sono calcolate applicando a quelle in vigore la variazione dell'1,4% dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, come comunicata dall'Istat il 14 dicembre 2018.

Così, ad esempio, se nel 2018 il costo di una cremazione della salma di un deceduto costava alla famiglia 474,82 euro Iva inclusa, dal 15 gennaio comporterà una spesa di 481,47 con un aumento di euro 6,65.

E i numeri relativi alle scelte dei cittadini a Modena riguardo ai defunti mostrano un trend che vede le cremazioni sempre in crescita rispetto alle sepolture e ai loculi.

D’altra parte le cremazioni sono in scstante crescita. I Servizi demografici del Comune nell'anno 2017 hanno registrato in città 2015 deceduti fra i residenti a Modena. Il 53,4 per cento sono stati sepolti in terra, in loculi o cappelle. Di questi, il 34 per cento sono stati sepolti a San Cataldo, un altro 34% nei cimiteri frazionali di Modena e il restante 32% in cimiteri di altri comuni. La quota di coloro che sul totale l’anno scorso hanno scelto come strada di destinazione finale la cremazione è stata pari al 46%, cioè 935 casi.

La crescente richiesta delle cremazioni, nel 2018 tende ad avvicinarsi alla metà del totale: nei primi nove mesi di quest’anno, fino a inizio ottobre, sono state 773 su 1604 defunti a Modena residenti, pari al 48, 2 per cento. Nella scelta tra la dispersione delle ceneri e l’affidamento a casa, tra il 2017 e i primi nove mesi del 2018 la percentuale che opta per la prima passa dal 35.54 per cento al 44,07, mentre chi ha scelto l’affidamento domestico passa dal 14,24 al 14,78 per cento.

Interventi in vista anche per liberare tombe. Rimettere a disposizione aree cimiteriali altrimenti inutilizzate. In particolare, quelle date in concessione a privati all'interno dei cimiteri per la realizzazione mai avvenuta di cappelle private o tombe a sterro. È l’obiettivo della delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta comunale, intervenuta per risolvere il problema di chi cerca spazi per ricordare i propri cari e trova aree impegnate e di fatto abbandonate dopo la concessione.

L'amministrazione comunale ha previsto una procedura di revoca che scatta trascorsi 30 giorni dalla data di ricevimento dell'invito a presentare il proprio progetto all'Ufficio comunale edilizia. Per coloro che non lo fanno decade la concessione, senza restituzione di alcun corrispettivo pagato.

Le aree saranno poi rese disponibili ai cittadini interessati tramite un successivo bando di assegnazione.

Nella stessa delibera di Giunta il Comune, inoltre, invita i cittadini a prendersi cura delle proprie sepolture, ricordando che, in caso di degrado, il Regolamento di Polizia mortuaria può prevedere sanzioni fino alla decadenza delle concessioni. —

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