Gazzetta di Modena

Modena

RIAPERTO L’ARCHIVIO STORICO 

In dieci chilometri di documenti un viaggio nella memoria della città

Serena Arbizzi
In dieci chilometri di documenti un viaggio nella memoria della città

Inaugurazione alla Rocca vecchia di Palazzo dei Pio. Spazi ripensati e grande attenzione al digitale

2 MINUTI DI LETTURA







Il caveau in cui è custodita la memoria storica della città. Uno scrigno che contiene oltre 10 chilometri di documenti, con 600mila scatti della Carpi d’inizio secolo. E testimonianze preziose di protagonisti del passato il cui ricordo ancora oggi brilla: uno fra tutti, il beato Odoardo Focherini, che salvò numerosi ebrei dalle atrocità dell’Olocausto. Ieri pomeriggio sono stati presentati gli spazi riorganizzati della Rocca vecchia di Palazzo dei Pio, sede dal 1999 degli Archivi cittadini. A 20 anni di distanza dall’apertura al pubblico dell’Archivio storico comunale e del Centro di ricerca etnografico, la sede si è rinnovata. Punto di partenza per il ripensamento degli spazi: la digitalizzazione. E la necessità di ampliare in chiave multimediale l’accesso dell’immensa quantità di materiale a disposizione. Questo per consentire a tutti di potere beneficiare dei documenti: alle scolaresche, ma anche a studiosi, scrittori e agli studenti che spesso consultano fotografie, filmati e fonti orali per redigere la tesi di laurea.

i lavori

Gli interventi effettuati dall’ottobre scorso riguardano soprattutto l’individuazione di aree destinate sia alle attività di conservazione e tutela dei patrimoni, sia dei servizi rivolti al pubblico. Questi sono stati potenziati con l’apertura di una sala studio e di consultazione più ampia al piano terra, integrata con il fondo etnografico e due biblioteche rinnovate e ampliate. Sono decine i cittadini che hanno risposto all’invito del Comune, addentrandosi negli spazi ripensati. la poetessa dialettale Jolanda Battini, che si è esibita a sorpresa recitando “La Zifferina”, scritta dal poeta di Migliarina Mario Stermieri. I visitatori sono rimasti a bocca aperta davanti ai compatti, ovvero gli armadi ignifughi, antisismici, , impermeabili e antifurto, collocati al secondo piano contenti il carteggio amministrativo dal 1400 al 1970. Il meccanismo di apertura consente alle due ante, apparentemente grigie e asettiche, di allargarsi in un varco: ai lati le pareti con i documenti. Il profumo della carta pervade il visitatore, che si tuffa nel passato, immaginando la Carpi di una volta.

LE “CHICCHE”

All’ultimo piano si ritrova un preziosa corrispondenza, per credenti e non: le lettere di Odoardo Focherini, corredate dai documenti per la beatificazione e altro materiale raccolto dalla famiglia. C’è tutto ciò che attiene alla leva, all’ospedale, alla direzione teatrale con i manifesti delle stagioni dal 1861, anno di apertura. Ma si trova anche l’archivio anagrafico. Scendendo al primo piano, alla Sala dei Cimieri, si scopre l’archivio notarile: Carpi è una delle poche città a ospitarlo. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google