Modena, base per lo spaccio in una stanza in affitto: arrestati due fratelli
Doppio arresto della Squadra Mobile, in manette due fratelli che avevano avviato un redditizio giro di spaccio rifornendo il parco XXII Aprile
MODENA. Uno dei due fratelli abitava ufficialmente al quarto piano di una palazzina di via Bisi. Al secondo piano, invece, in un appartamento i due avevano affittato dagli inquilini una stanza che utilizzavano come ufficio per la preparazione delle dosi che poi distribuivano o facevano distribuire in città.
In manette sono finiti due fratelli nigeriani di 31 e 35 anni. Sono stati arrestati al termine di una indagine della Squadra Mobile della questura, che è partita da appostamenti nella zona di via Vignolese e strade laterali, come via Confalonieri, dove era stato notato un certo via vai.
Gli agenti, l'altro giorno, hanno intercettato uno dei due fratelli che in bicicletta stava probabilmente andando a consegnare alcune dosi a dei clienti al parco XXII Aprile. Durante la perquisizione oltre a 19 grammi di cocaina gli agenti gli hanno trovato in tasca una chiave.
Si sono così portati in via Bisi, da dove spesso avevano notato il giovane alontanarsi, per cercare di capire a quale appartamento appartenessero quelle chiavi. E qui la fortuna ha giocato un ruolo importante, al loro arrivo gli agenti hanno visto uscire dal palazzo il fratello della persone arrestata, che teneva in mano un borsone. L'uomo, allarmato dal fatto di non ricevere risposta al telefono dal fratello, stava cercando di andare a sbarazzarsi della droga. All'interno del borsone, infatti, c'erano circa due etti etti di cocaina e più di un etto di eroina.
L'uomo è stato arrestato, ed è poi scattata la successiva perquisizione. Al quarto piano, dove lui risiedeva tutto era in ordine e senza alcuna prova della attività con gli stupefacenti
Non così al secondo piano, dove - in un appartamento abitato da alcuni ghanesi completamente estranei ed ignari del giro di spaccio - si sono trovati davanti la porta chiusa di una stanza. Stanza che la chiave trovata in tasca al primo arrestato ha "magicamente" aperto rivelando la base per la preparazione delle dosi, con bilancino e tutto il necessario.
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