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San Felice, il commissariato indaga sulla scuola di arabo e islam

Alberto Setti
San Felice, il commissariato indaga sulla scuola di arabo e islam

Intanto blitz notturno di Forza Nuova che affigge striscioni. I genitori si dividono e La Pace assicura: «Vigileremo»

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SAN FELICE. Il Commissariato di polizia di Mirandola ha avviato una indagine conoscitiva sulla vicenda della scuola di arabo e corano presso l’edificio delle scuole elementari di San Felice.. Nei giorni scorsi sono stati convocati alcuni dei protagonisti della vicenda.

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A cominciare da Abdellah Alioui, il presidente dell’associazione La Pace che, dopo avere parlato con il Comune, si era determinato a presentare una domanda di concessione delle aule all’istituto comprensivo. L’indagine è riservata, ma il giovane immigrato, che abita da tantissimi anni nella Bassa, che ha frequentato le scuole locali e parla perfettamente l’italiano, ha spiegato le finalità del progetto, le sue intenzioni e le modalità con le quali intendeva procedere. È possibile che anche questo accertamento sia alla base della decisione di non accelerare i tempi, ma di sviluppare ogni convenzione e documentazione utile, in grado di far sostenere al progetto l’urto mediatico della vicenda, sulla quale pendono anche interrogazioni parlamentari e richieste di chiarimenti degli uffici scolastici regionale e provinciale.

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Sabato è stato convocato anche Francesco Masotina, il genitore presidente del consiglio di istituto che lunedì scorso, a maggioranza, aveva dato il via libera alla richiesta che, da ieri, si potessero tenere le lezioni in tre aule, consegnando le chiavi a La Pace, senza la presenza di personale Ata. anche Masotina ha “chiacchierato” per circa un ora con i poliziotti incaricati degli accertamenti.

Intanto, come era pressocché scontato, nella notte di sabato attivisti di Forza Nuova hanno voluto mettere il loro marchio sulla questione, attaccando uno striscione che recita: “Europa cristiana, mai musulmana”. Lo striscione è stato strappato ieri poco prima di mezzogiorno da qualcuno che come Forza Nuova non può pensarla.

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Così si resta in attesa delle decisioni dall’alto e della eventuale nuova votazione del consiglio di istituto, che dovrà approvare i regolamenti necessari a gestire questa ed eventuali altre iniziative. Ma stavolta sui social sono molti a chiedere di poter presenziare alla riunione dello stesso consiglio, la cui decisione ha decisamente spaccato la “costellazione” dei genitori. Alcuni, ad iniziare dal referente dei genitori, che è anche consigliere comunale del Pd con un ruolo rilevante, a favore del progetto. Altri duramente contrari.

Sarà un bel banco di prova per tutta la comunità.

Intanto, per provare a riportare un po’ di serenità, l’associazione culturale la Pace «ritiene opportuno e doveroso precisare che l’attività di insegnamento della lingua araba riguarda principalmente i bambini delle famiglie di origine araba. È a titolo volontario e non coinvolge le famiglie non interessate. I bambini entreranno a scuola sotto la supervisione di volontari, saranno presi in carico dagli insegnanti aventi una formazione adeguata e scelti tra i genitori dei ragazzi del comprensorio,

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A metà mattinata faranno un intervallo sotto la tutela di due volontari i quali si occuperanno anche della pulizia dei locali terminate le lezioni. L’associazione si assume la responsabilità, essendo dotata di regolare assicurazione, di coprire eventuali danni che tuttavia non si sono mai verificati nelle precedenti annate. Già in passato era stata svolta una attività del genere, senza alcuna complicazione, che contribuì ad una maggiore integrazione degli alunni coinvolti». —

Alberto Setti
 

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