Gardenia vende i capannoni al Gruppo di Atlas Concorde
L’azienda è in concordato e una parte dei lavoratori ora è in cassa integrazione L’acquirente pagherà 24 milioni e affitterà gli stabilimenti all’attuale proprietà
Dell’azienda Ceramiche Gardenia Orchidea non si parlava dall’estate scorsa e le ultime notizie erano quasi sempre di segno positivo.
Gardenia aveva attraversato un periodo molto difficile nel 2016 poi la soluzione pareva essere il concordato preventivo omologato dal Tribunale di Modena nel gennaio 2017 e la proprietà, la famiglia Bonezzi, aveva successivamente lanciato annunci in cui si sottolineavano nuovi investimenti e successi al Cersaie. Anche le notizie dell’estate scorsa lasciavano presagire tempi favorevoli. Ma tutto questo fino a ieri, quando dalla preoccupazione di alcuni lavoratori sono trapelate novità che meritano di essere approfondite.
In primo luogo va detto che uno dei forni aziendali è stato chiuso e un buon numero dei 239 lavoratori di Gardenia è coinvolto in periodi di cassa integrazione a rotazione. E sul concetto di rotazione alcuni di loro evidenziano che non si capisce perchè ci siano addetti con centinaia di ore di ferie da smaltire che non vengono interessati dalla cassa integrazione mentre altri sono costantemente coinvolti. Il ricorso alla cassa integrazione è stato preannunciato fino al mese di aprile ma nel frattempo questo forno rimane chiuso e non viene sottoposto ai processi di ristrutturazione che sarebbero necessari.
Ma la novità principale è un’altra, una novità che a breve dovrebbe essere annunciata in forma ufficiale. Ci sarebbe un acquirente per i capannoni di Gardenia e si tratterebbe del grande Gruppo di Atlas Concorde, che ha sede a Spezzano. Il Gruppo Concorde ha offerto oltre 24 milioni di euro per acquisire i capannoni fioranesi di Gardenia Orchidea ma l’offerta sarebbe molto più articolata perchè prevede anche l’affitto per sei anni all’attuale proprietà, che potrebbe in questo modo continuare a gestire l’attività aziendale.
È molto probabile che a questa soluzione si possa arrivare entro la fine del mese di gennaio perchè la proposta del Gruppo Concorde sarebbe stata giudicata conveniente anche dal commissario giudiziale avvocato Anselmo Sovieni. Le prospettive per l’occupazione potrebbero non essere negative ma è d’altra parte comprensibile la preoccupazione da parte di molti lavoratori, consapevoli del fatto che non sempre i cambi di proprietà sono portatori di garanzie per la sicurezza dei posti di lavoro. —
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