Incidenti con animali Quasi cento ogni anno
Dal 2012 al 2017 449 sinistri sulle strade modenesi provocati da daini e cinghiali. Via Emilia la più pericolosa
Dissuasori acustici, sensori luminosi e nuove tecnologie per salvaguardare la sicurezza degli automobilisti. Sono le misure messe in campo dalla Regione Emilia-Romagna per contrastare il fenomeno degli incidenti causati da cinghiali, daini, caprioli e lupi.
Sono queste le novità contenute nel nuovo Piano Faunistico approvato dalla giunta Bonaccini che mettono a fuoco le sperimentazioni messe in campo dal 2014 a oggi sui tratti stradali più a rischio nelle province di Modena, Reggio Emilia, Rimini e Piacenza. Interventi che prendono le mosse da statistiche che parlano chiaro: sono quasi mille, in regione, gli incidenti stradali all'anno a causa di cinghiali, daini, cervi e soprattutto caprioli. Gli animali selvatici sono stati responsabili, tra il 2012 e il 2017, di almeno 4.745. E Modena è lateerza in regione per numero, con una media di circa 100 sinistri l’anno. Il 39,3% degli incidenti (1.864) si registra nella provincia di Reggio Emilia, segue Bologna con il 18,8% (892 incidenti), Parma con l’ 11,6% (551), Rimini con l'11,1% (526 incidenti), Modena con il 9,5% (449), Piacenza con il 6,1% (290), Forlì-Cesena con l'2,8% (135) e Ravenna con l'0,5% (22). Il numero più basso (16 incidenti) è a Ferrara. Il periodo dell'anno dove si registrano più incidenti è la primavera. Ma un secondo picco si registra tra ottobre e fine gennaio, probabilmente a causa della caccia, che spinge gli animali a spostarsi.
I dati provengono dai centri di recupero degli animali selvatici convenzionati con la regione, dunque non tengono conto di tutti quei casi in cui l'automobilista non segnala l'episodio o comunque i centri non vengono interpellati. Altro dato allarmante: gli incidenti non si verificano in strade di montagna. L'86,7% degli incidenti vede coinvolti i caprioli, che non disdegnano le zone pianeggianti, con 4.114 Casi concentrati lungo la Via Emilia, mentre l'8,4% è causato dai cinghiali (400). Infine, daini e cervi contribuiscono con 231 incidenti, il 4,8%. «Ormai i sinistri si concentrano attorno alla via Emilia e ai centri abitati, segno che i nostri boschi sono vecchi e troppo fitti - ha sottolineato la Caselli, che ha lanciato un appello ai cacciatori - Chiediamo loro di darci una mano, anche fuori stagione, perché l'equilibrio che c'era una volta, oggi non c'è più. Una parte del mondo venatorio gradisce l'abbondanza di cinghiali nei tre mesi di apertura della caccia, anzichè impegnarsi tutto l'anno».
Nella foto sopra inviata da un lettore la rete divelta tra l’argine del Secchia e l’autostrada A1, in direzione Milano, zona ex Motel Agip. —
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