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in via Bisi 

Scoperto il covo della droga: in manette 2 fratelli spacciatori

Stefano Totaro
Scoperto il covo della droga: in manette 2 fratelli spacciatori

La polizia ne blocca uno con la chiave che porta al luogo dove si nasconde l’altro Si tratta dei pusher che riforniscono i piccoli venditori nella zona del XXII Aprile

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Una chiave. Anche questa volta una semplice chiave si è rivelata fondamentale per stroncare un giro di spaccio e per risalire, e poi arrestare, due addetti ai lavori che rifornivano i piccoli pusher del parco XXII Aprile. La chiave, trovata addosso ad un giovane bloccato in strada dagli agenti, si è rivelata una sorta di password: ha permesso, infatti, di condurre al nascondiglio della droga e di aprirlo. All'interno di questa stanza, astutamente affittata da ignari inquilini nel proprio appartamento, vi era un vero e proprio ufficio per gli affari di droga, con sostanza stupefacente in ovuli, materiale per il confezionamento delle dosi, bilancino e anche denaro. Un luogo pulito, non tracciabile. Come negli arresti della settimana scorsa, quando una coppia di nigeriani era finita in manette, la squadra Mobile ha effettuato indagini di tipo tradizionale: appostamenti in borghese, pedinamenti, raccolta d'informazioni da clienti e da chi ha a che fare con il giro. Sono partiti dalla fine, ovvero il parco, per arrivare al luogo di partenza dei rifornimenti di cocaina ed eroina, raccogliendo varie segnalazioni che spingevano a cercare nella zona di via Vignolese, Stazione Piccola, viale Moreali e via Marzabotto. Nel tempo il cerchio si è stretto fino a far convergere l’obiettivo su un nigeriano di 35 anni. Gli investigatori avevano notato come, con molta frequenza, questo nigeriano, in possesso di un permesso concesso per motivi umanitari, si spostasse dalla sua abitazione, in via Confalonieri, dove vive con la moglie, ad uno stabile in via Bisi. Un percorso effettuato più volte, in bici: dopo aver fatto questi spostamenti l’uomo era solito dirigersi verso il parco XXII Aprile. L’altro giorno il 35enne è stato intercettato dopo i suoi soliti giri: lui, dopo un po’, se ne è accorto, ha accennato ad un tentativo di fuga, pedalando a più non posso, ma è stato bloccato. In tasca aveva tre confezioni, in tutto 19 grammi, di cocaina. E poi c’era una chiave. Conoscendo i suoi posti fissi, la polizia è andata alla palazzina di via Bisi. E proprio in quell’istante fortuna ha voluto che stesse scendendo un 31enne nigeriano: era il fratello del fermato, aveva un borsone e tutta l’intenzione di allontanarsi in fretta per disfarsi della droga o per riuscire a fare una consegna lampo. Come risulterà poi dai controlli, aveva chiamato invano il fratello al cellulare e si era insospettito. Nella borsa aveva due etti e mezzo di cocaina e poco meno di un etto e mezzo di eroina. Il 31enne abita al quarto piano della palazzina (appartamento pulito al controllo), il nascondiglio-ufficio è invece al secondo piano, una stanza presa in affitto da inquilini ghanesi del tutto estranei ad ogni vicenda. La chiave ha aperto la stanza e in tutto sono stati recuperati e sequestrati 4 etti di cocaina e 4 etti di eroina.

In pochi giorni due tagli netti, a monte, due rubinetti chiusi, ai rifornimenti per lo spaccio al dettaglio al parco XXII Aprile. Nella vasta area verde c’è una rete di “distribuzione” organizzata e non invisibile, è facile infatti notare “vedette” passeggiare ed essere incrociati da giovani che direttamente chiedono cosa si voglia acquistare. Visibili ma inarrestabili: mai nulla addosso. Dopo i contatti nel parco gli scambi dose-denaro sono infatti sul cavalcavia, dove in fretta e a piedi posso scendere dalle scale laterali e raggiungere la zona stazione o rientrare nel parco. Ieri intanto controlli della polizia anche con il cane antidroga. E tra le siepi è stata trovata marijuana e cocaina. —



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