«A 43 anni affronta uno stress cronico simile a un lutto»
«È interessante che il giudice abbia equiparato il rifiuto da parte del padre come un lutto per il figlio. In un certo senso, è così. Siamo di fronte ai cosiddetti “stressors”, eventi stressanti come sono la guerra, la morte di un parente, l’abbandono dell’amante o per qualcuno la riunione condominiale. Dipende da come uno si rapporta e reagisce all’evento stressante. In questo caso mi pare che il figlio abbia resistito per 43 anni cronicizzando il suo problema col padre assente finché non si è rivolto al giudice». Così il dottor Lucio Gaetani, psicoterapeuta dell’adolescenza, commenta la sentenza di risarcimento per “vuoto emotivo e relazionale”.
Il padre che sfugge al figlio è un tipico tema della psicologia oltre che del cinema e letteratura. Ma in questo caso cosa emerge?
«Si nota il tentativo del giudice di risarcire la sofferenza. Ma la sofferenza da stressors non si può quantificare. Dipende dalla capacità di resilienza di ciascuno».
Quale reazione può avere un ragazzo di fronte al rifiuto di un padre?
«Indubbiamente un dolore che può provocare effetti sulla personalità adulta. In genere porta a creare un cosiddetto “schema maladattivo”, uno schema che il ragazzo si costruisce per adattarsi all’ambiente o, in questo caso, al padre che lo rifiuta».
Se è voluto arrivare fino in fondo a 43 anni deve aver sofferto molto.
«Questo però è accaduto, forse, perché fin dall’infanzia non ha potuto elaborare uno schema che funzionasse e che gli permettesse di crescere e di assorbire l’assenza del padre. Ha sicuramente elaborato questo trauma ma ha anche visto suo padre come una persona positiva (altrimenti non l’avrebbe cercato) che però ogni volta deludeva le sue aspettative».
Un trauma lunghissimo.
«Da piccolo non si sarà reso conto. Sua madre avrà riversato il suo dolore su di lui con i suoi racconti. Ma poi si sarà reso conto e ha elaborato un’idea dell’abbandono suo e della madre».
E il padre?
«Difficile dire qualcosa. È probabile che non fosse consapevole. Esiste una vasta letteratura psicanalitica su questo argomento. Per chi fosse interessato posso segnalare un’opera divulgativa ormai stagionata ma utile come primo passo, scritta dallo psicanalista Marco Risè: “Il padre. L’assente inaccettabile” ». —
C.G.
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