Carani, salta un’altra trattativa Stefani e Mussini interessati?
Il tam tam in città parla dell’interessamento di una delle due dinasty industriali Ma tre titolari di quote dell’immobile hanno stoppato il possibile accordo
La trattativa c'era ma a quanto pare si è già arenata, forse definitivamente. Come anticipato nei giorni scorsi, a fine 2018 un'importante realtà imprenditoriale del territorio ha manifestato il suo interesse per l'acquisto del teatro Carani, chiuso ormai da ottobre 2014, in seguito al crollo di un controsoffitto e ai successivi strascichi e contenziosi fra il Comune gestore e la proprietà dell'immobile. Il possibile acquirente? Le voci e il tam tam in città parlano di Stefani di System e di Mussini ( gruppo Concorde). Del resto da tempo si diceva che una delle poche soluzioni percorribili in tempi ragionevoli era quella dell'acquisto da parte di privati interessati a investire sulla città, con un successivo accordo, con il Municipio per la fruizione del teatro. L'offerta è arrivata, l'interessamento è serio e consistente, ma non tutti i proprietari del teatro Carani, che fa capo a più persone con diverse quote a testa, sono d'accordo nel procedere con la vendita, che quindi si è bloccata. Sarebbero tre i soggetti titolari di quote che non hanno dato l'assenso alla trattativa, che si sarebbe completata per circa il 90 per cento ma che con questo stop potrebbe tornare ai blocchi di partenza e forse anche azzerarsi. E' chiaro infatti che chi ha manifestato l'interesse per l'acquisto lo ha fatto anche e soprattutto per legare il suo nome a un intervento utile per la città di Sassuolo e per il distretto; ma è altrettanto evidente che, a differenza del Comune da anni impegnato in un contenzioso non è interesse del privato spendersi in una lunga e complicata trattativa con sbocchi incerti. Anche perchè pare che i soggetti contrati all'affare siano gli stessi che hanno risposto no alle proposte comunali di permuta con immobili e terreni per l'acquisto del Carni. Per qualche motivo c'è chi ancora ritiene più conveniente mantenere chiusa la sala e prolungare il braccio di ferro col Municipio oltre i quattro anno abbondanti già trascorsi., Fra l'altro si avvicinano le elezioni amministrative e la partita del Carani, chiuso o riaperto, sarà sicuramente importante nel giudizio degli elettori sassolesi che andranno alle urne. Si tratta quindi di una leva importante e forse che ne detiene la proprietà spera di arrivare a condizioni migliori di quelle spuntate finora proprio con l'avvicinarsi del voto. Intanto per i sassolesi prosegue la seconda stagione di rappresentazioni al crogiolo Marazzi e per molte scuole e associazioni culturali del territorio resta l'alternativa dell'Astoria di Fiorano.
Come il Carani, infatti, non hanno fatto il minimo passo avanti neanche i possibili interventi su altri contenitori potenzialmente utili alla cultura sassolese, come il San Francesco, a suo tempo bloccato dai costi dell'adeguamento anti-sismico, e il Politeama, sulla carta utilizzabile ma solo con un intervento di diversi milioni di euro. —
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