Gazzetta di Modena

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finale 

È il giorno della discarica Presidio dei cittadini Confagricoltura critica

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FINALE. L’appuntamento è per le ore 10 negli uffici di Arpae in via Giardini, al Direzionale 70 di Modena. È lì che stamattina si deciderà il futuro della maxi discarica di rifiuti speciali che Feronia (società partecipata da Hera e Sorgea) vuole realizzare agli Obici. Il piano prevede il conferimento di 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti, già decurtati dei 300mila euro “prescritti” da Arpae. Al tavolo si presenterà, come unico oppositore al progetto, il Comune di Finale mentre Regione, Provincia, Ausl, Arpae, Comune di Bondeno e Soprintendenza hanno già dato parere favorevole fin dalla prima riunione e ancor prima che il Consiglio dei ministri rispedisse alla Regione la competenza con un parere non decisorio.

Stamattina, a supportare il sindaco Palazzi, gli assessori Gianluca Borgatti e Beatrice Ferrarini e l’architetto Francesco Alberti, ci saranno alcuni consiglieri di maggiornata e un manipolo di cittadini, in rappresentanza dell’osservatorio civico “Ora tocca a noi” e di Sinistra Civica. Non potranno partecipare al tavolo ma porteranno sotto gli uffici la loro netta opposizione.

Al loro fianco, almeno virtualmente, si schiererà anche Confagricoltura che ha diffuso un durissimo comunicato. «L’impatto sul territorio sarà enorme, sia dal punto di vista dell’aumento dell’inquinamento dovuto al transito di centinaia di mezzi di trasporto dei rifiuti sulle strade comunali, ma anche per la perdita di coltivazioni di eccellenza di cui il territorio comunale è ricco», si legge.

«Gli agricoltori hanno sottoscritto dei contratti con importanti aziende agroalimentari, parlo di pomodoro e frumento, ad esempio, che rischiano di essere compromessi per l’impossibilità di rispettare i disciplinari di produzione” afferma preoccupato il presidente di Confagricoltura Modena Gianfranco Corradi.

«Il territorio interessato dall’ampliamento della discarica - si fa notare - è ricco di produzioni agricole di qualità che potrebbero risentire negativamente dell’impatto ambientale causato da inquinamento dell’aria e dell’acqua di irrigazione e dall’aumento dei residui di metalli pesanti».

«Se questo progetto dovesse andare in porto - continua nella nota Corradi - le eccellenze del nostro territorio che tutto il mondo ci invidia sarebbero messe a repentaglio. Auspichiamo un ravvedimento della Regione che valuti una soluzione che tenga conto delle ragioni dell’agricoltura modenese». —



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