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accusato dell’omicidio della ferrovia 

La visitò prima del rogo: Concas indagato anche per la morte della Morandi

La visitò prima del rogo: Concas indagato anche per la morte della Morandi

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Il rapporto del medico legale indica che Elena Morandi è morta per asfissia conseguente ai gas inalati dall’incendio della sua abitazione. Si legge anche che la sera del decesso l’ex avvocato civilista aveva in corpo alcol e psicofarmaci. E che si era rotta un braccio probabilmente nel tentativo disperato di rompere una finestra e uscire per salvarsi dal rogo. Il rapporto dei vigili del fuoco, invece, indica che l’incendio è di probabili cause accidentali, quasi certamente causato da un mozzicone di sigaretta caduto sulla coperta del letto, mentre l’avvocato si trovava nella sala. Tutto faceva insomma pensare a una disgrazia dietro al decesso della Morandi, avvenuto la sera del 25 settembre 2017 nella sua villetta di via Boccabadati, una piccola strada laterale della Vignolese.

Invece ora quella morte non pare più accidentale. E c’è un indagato collegato al decesso o meglio al rogo che ha provocato il decesso della Morandi. È Pasquale Concas, il magazziniere sardo residente a Montale in carcere dal gennaio 2018 con l’accusa di aver rapinato, soffocato, ucciso e gettato contro un treno in corsa Arietta Meta, la prostituta 24enne ungherese che “lavorava” sui marciapiedi della Fossalta. Questa seconda indagine verte principalmente sul rapporto tra Concas e la Morandi: i due si frequentavano da almeno due mesi. Interrogato in estate dal pm Marco Imperato, lo stesso Concas, in carcere, ha spiegato di aver avuto un rapporto di frequentazione con la Morandi e che proprio quel giorno era andato a trovarla a casa sua e se ne era andato intorno alle 16.30.

L’incendio è scoppiato intorno alle 22, quindi molte ore dopo. Ma la Procura sta verificando il posizionamento del gps di Concas. È questo elemento indiziario che ha spinto il magistrato a verificare una terribile ipotesi: se Concas è autore di un altro omicidio di donna oppure no. Sarebbe il terzo che gli viene attribuito, dopo quello del 1994 a Olbia: venne condannato per l’assassinio di una anziana.

I difensori, Roberto Ricco e Marco Pellegrini, stanno attendendo dal giudice una risposta sulla richiesta di processo con rito abbreviato per la rapina e l’omicidio della ragazza e intanto seguono anche questo filone. Per la morte della Morandi, a quanto si sa, non sono stati trovati elementi che inchiodino Concas nella casa dell’amica al momento dell’incendio. Sono invece in corso consulenze tecniche, come detto, sul gps e l’orologio dell’auto. Dalla Procura, un “no comment”. —

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