Mirandola, una pietra d’inciampo ricorda Odoardo Focherini
É stata deposta ieri in piazza Costituente davanti la casa dove visse il beato che aiutò gli ebrei e morì in un campo di concentramento. Mostra a scuola
MIRANDOLA. La prima Pietra d’Inciampo del Modenese è stata deposta ieri mattina al civico 58 di Piazza Costituente, dinnanzi alla casa che fu abitata dal beato Odoardo Focherini. La cerimonia è stata l’apertura di tutta una serie di eventi che si sono susseguiti nell’arco della mattinata e che hanno coinvolto le scuole di tutti i gradi. Presenti il sindaco, Maino Benatti, il Rabbino della Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia, Beniamino Goldstein, Paola Focherini, l’ultima dei 7 figli di Odoardo, la nipote Maria Peri e Francesco Lampronti, un ragazzo veronese che si è fatto portavoce della testimonianza del bisnonno Giacomo Lampronti, che ancora vive e che fu una delle tante persone amiche salvate.
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Focherini, nacque a Carpi il 6 giugno del 1907, alternò il lavoro di assicuratore a quello di giornalista per L’Avvenire d’Italia a cui si aggiunse il suo impegno con L’Azione Cattolica. Egli ottenne una medaglia d’oro al merito civile della Repubblica Italiana e si guadagnò l’iscrizione all’Albo dei Giusti tra le Nazioni per la sua opera a favore degli ebrei durante l’olocausto, per la quale fu arrestato e morì nel campo di concentramento di Hersbruck in Germania il 27 dicembre del 1944. Il il 15 giugno del 2013 a Carpi fu proclamato beato.
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«Come Comune, in collaborazione con l’Unione Area Nord, l’’Anpi e una serie di associazioni, abbiamo aderito a questo importante progetto promosso dall’associazione culturale Educamente – spiega il sindaco Maino Benatti - per ricordare una figura importante del nostro territorio, considerata una personalità di grande rilievo per la storia della resistenza e del nazifascismo italiana. Quello che ci piaceva mettere in risalto era che il coraggio della coerenza con le proprie idee e la propria coscienza faccia fare un salto di qualità al pensiero delle persone, auspicandoci che la figura di Odoardo possa essere di esempio a tutti noi ma soprattutto ai ragazzi più giovani affinché possano costruire, attraverso la memoria di chi c’è stato prima di loro, un mondo con meno odio e violenza di quello che abbiamo vissuto e che ancora oggi stiamo vivendo».
L’evento è stato organizzato dall’associazione culturale “Educamente” che, come ricorda il presidente Claudio Carretti, si occupa di didattica ed organizzazione di eventi su argomenti che riguardano la storia del 900 italiana declinata in ambito locale.
Le celebrazioni sono continuate presso la scuola media “Montanari” dove, alla presenza anche degli alunni e di una sezione di piccoli bambini di 3 anni della scuola dell’infanzia “Silvia Golinelli” è stata inaugurata la mostra dal titolo “Nostro Fratello Odoardo”. Una raccolta di immagini fotografiche riguardanti alcuni importanti momenti della vita di Odoardo con citazioni tratte dall’ epistolario che scrisse durante la prigionia nel campo di concentramento e da testimonianze di chi lo conobbe in prima persona. Il momento conclusivo è avvenuto presso l’auditorium Montalcini dove sul palco si sono alternati alcuni ragazzini della scuola mediache hanno presentato alcune personali riflessioni scaturite dalla lettura dell’epistolario di Odoardo e si è concluso con le testimonianze della nipote Maria Peri, della figlia Paola, che ha ricordato come il terribile ricordo della guerra non ti abbandona mai, e di Francesco Lampronti. —
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