Vertenza Italpizza: Si Cobas accusa gli altri sindacati ma viene smentito
«Hanno firmato accordi di rinuncia al contratto Alimentare» La replica: «Falso, vere le nostre denunce di scorrettezze»
Vertenza Italpizza più che mai al centro dell’attenzione dopo che il Parlamento ha iniziato a occuparsene con la risposta del sottosegretario Alessandra Pesce all’interrogazione della collega Stefania Ascari. Il sottosegretario ha evidenziato, fra l’altro, gravi inadempienze da parte delle cooperative che hanno in appalto il lavoro all’interno dello stabilimento Italpizza di San Donnino. Inadempienze accertate dall’Ispettorato del Lavoro, in questo senso a smentire quanto hanno sempre sostenuto le stesse cooperative coinvolte.
Ieri, traendo spunto da quanto avvenuto alla Camera, è tornato all’attacco il sindacato Si Cobas, che nelle coop appaltatrici ha un centinaio di lavoratori iscritti.
«Le ispezioni da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, dell'Inps e dell'Ispettorato del Lavoro - dice Si Cobas - hanno confermato quanto denunciato dal nostro sindacato: all'interno di Italpizza vige un vergognoso sistema di sfruttamento, basato sull'uso del contratto di Pulizie/multiservizi per tutti i dipendenti, che comporta l'abbattimento del 50% dei salari. Viene inoltre confermata la sistematica evasione fiscale e contributiva ai danni dei lavoratori e dell'Erario, l'uso di turni di lavoro massacranti, senza alcun rispetto dei turni di riposo o delle pause. Intanto a Italpizza le lavoratrici iscritte al sindacato e protagoniste di questa vertenza, rientrate finalmente in azienda, sono state allontanate dagli altri lavoratori e dalle mansioni che in precedenza svolgevano. Mandate a pulire il tetto dello stabilimento a 20 metri di altezza, senza alcuna protezione, guardate a vista da un caporale della cooperativa».
Il sindacato Si Cobas lancia poi accuse pesanti a Cgil, Cisl e Uil ma queste accuse hanno poi determinato una pronta replica, quanto meno da parte di Flai Cgil.
«Risulta da documenti presentati dal S.I. Cobas al Ministero - è l’accusa - che il nulla osta alle cooperative di Italpizza nel passare dal contratto Alimentare a quello Pulizie/multiservizi sia stato sottoscritto proprio dai dirigenti modenesi di Cgil Cisl e Uil con apposito accordo, adducendo a motivazione le difficoltà economiche in cui si trovava l'azienda».
Immediata la replica di Flai: «È dal 2016 - dice il sindacato settoriale di Cgil - che il sindacato Flai-Cgil di Modena ha segnalato alla Direzione aziendale Italpizza l’inadeguatezza del Contratto nazionale delle Pulizie e Multiservizi applicato ai lavoratori degli appalti. Tale segnalazione, inoltrata al Ministero dello Sviluppo Economico, all’Ispettorato Nazionale del Lavoro e all’Inps, di fatto disdice tutti gli accordi di applicazione contrattuale precedenti che sono stati stipulati nel sito dell’Italpizza in occasione dei numerosissimi cambi di appalto susseguiti spesso ai crac delle società di manodopera: Consorzio Power Log, Cooperativa Vega, Consorzio Log-Italia, Logifood, Logicamente, Trasmec Log, Service Plus, Evologica, Cofamo. Non sono mai stati fatti accordi di passaggio dal Contratto dell’Industria Alimentare al Contratto delle Pulizie e Multiservizi. Risulta pretestuoso estrapolare accordi sindacali del passato per farne oggetto di polemica, accordi peraltro di cui sono pieni tutti i siti produttivi dell’agroalimentare, spesso stipulati da varie sigle e organizzazioni sindacali, Si-Cobas compresi. Le mobilitazioni del 2016 e del 2017 proclamate dalla Flai-Cgil e da altre categorie della Cgil denunciavano sia la scorretta applicazione contrattuale sia le condizioni di lavoro a cui erano sottoposti i lavoratori. Flai/Cgil tiene a precisare che le irregolarità riscontrate dall’Ispettorato del lavoro sono la conseguenza delle denunce fatte proprio dalla Flai/Cgil stessa tra il 2016 e il 2017». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
