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dalla settimana prossima 

Accademia, partono i lavori per restaurare il salone d’onore

Saverio Cioce
Accademia, partono i lavori per restaurare il salone d’onore

Nel Palazzo Ducale arriveranno gli specialisti che sistemeranno gli affreschi L’ala era stata chiusa nel 2012 dopo la caduta di un pezzo d’intonaco

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Ancora una settimana e poi inizieranno finalmente i lavori per restaurare il più bel soffitto affrescato di Modena.

Fondi, maestranze e impalcature sono pronte per arrampicarsi a otto metri d’altezza nel salone d’onore del Palazzo Ducale e rimettere a posto una parte del ciclo di pitture che da otto anni sono sotto tutela speciale. I quasi 250 mila euro della Fondazione Cassa di Modena dovrebbero garantire un controllo e un consolidamento millimetrico dell’intero soffitto.

I restauratori faranno la loro parte, rendendo ancora più omogenea l’opera che sino agli anni più recenti non ha mai sofferto di problemi.

Una storia infinita. Anzi, dopo i restauri terminati nel 2001, si pensava che con l’impasto di malta steso sulle cannucce che ricoprono e rendono omogeneo il soffitto decorato fossero finiti i problemi. E invece no, si acuirono quelli delle statue sulla balaustra nel punto più alto della facciata, con spostamenti anche dei piedistalli su cui poggiavano i manufatti in marmo. Così le figure furono infagottate in attesa di altri restauri, arrivati a distanza di mesi, anche grazie a donazioni di privati.

Ma il peggio doveva ancora arrivare. Risale infatti al 2012, l’anno del sisma, la scelta di mettere in sicurezza lo spazio più imponente dell’edificio che ospita l’Accademia Militare. Porte chiuse per ogni iniziativa. La ragione? Quello che non hanno potuto fare le scosse del terremoto lo hanno ottenuto, passaggio dopo passaggio, i filobus che continuavano a passare a pochi passi dalla facciata dell’edificio, autorizzati di nuovo dopo un lungo periodo di assenza con gli itinerari cambiati.

E siccome i due lunghi raccordi in pietra con largo San Giorgio interrompevano la carreggiata d’asfalto, ogni volta i mezzi da 18 metri e otto ruote amplificavano l’effetto delle vibrazioni.

La colpa venne data genericamente al traffico delle auto che transitavano a passo d’uomo per cercare il parcheggio in piazza Roma, da sempre era aperta. E in breve arrivarono puntuali le delibere per rendere pedonale la piazza e i fondi per ripavimentarla.

Ora che il pericolo vibrazioni dovrebbe essere definitivamente scongiurato entrano in gioco gli specialisti. Prove colore, campionature, effetti della luce artificiale e di quelli della luce naturale, selezioni dei materiali: nulla verrà lasciato al caso per riportare all’antico splendore una delle più belle opere dell’edilizia monumentale civile del nord Italia. Per il generale Stefano Mannino, comandante dell’Accademia, quella sala a fianco del suo studio, di fatto inagibile, è stata una spina nel fianco.

Comprensibile quindi la soddisfazione nel sapere che ormai il cantiere sta per ripartire e uno dei gioielli più preziosi dell’eredità estense tornerà al suo posto. E lo stesso vale per il migliaio di uomini e donne, cadetti o effettivi del quadro permanente, che ogni giorno affollano l’Accademia con il loro lavoro. —



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