Di Pietro: «Aspettiamo a giudicare gli accusati»
Caso Oncologia: ieri l’udienza preliminare è saltata per una notifica sbagliata: tutto rinviato al 7 marzo. All’udienza era presente anche Antonio Di Pietro in veste di avvocato del professor Massimo Federico, indagato di spicco.
Dottor Di Pietro, l’udienza preliminare sul caso di Oncologia è stata subito rinviata per un difetto di notifica. Solo tempo perso e venti avvocati convocati per niente?
«Con una legislazione procedurale che prevede tanta burocrazia c’è sempre qualche notifica che non va a buon fine. È stato dovuto a insufficienza di personale, anche se Modena non c’entra niente: Modena fa le cose per bene. Ma la notifica è stata fatta a Milano e ora è diventata una omessa notifica. Vorrei tranquillizzare: non è un rinvio da prescrizione: è un rinvio chiesto legittimamente».
L’accusa formulata contro il professor Federico è un’ipotesi corruttiva per l’uso di farmaci oncologici sperimentali.
«Non è proprio così. Sul piano tecnico-giuridico vengono formulate ipotesi nuove. Bisogna poi considerare i precedenti processi di Modena sullo stesso filone sanitario-ospedaliero. Per Cardiologia abbiamo visto sentenze di condanna ribaltate in Cassazione come fu per la prof. Modena, uscita del tutto assolta. Quindi mai come in questo momento si può accusare qualcuno di aver commesso reati fino a quando il processo è finito perché quelli precedenti molto spesso sono finiti in archiviazione e assoluzioni. Con questo non voglio dire che la Procura di Modena non debba fare il suo lavoro. Anzi. Fa opera di verifica. Questi processi serviranno per stabilire dei paletti che permettano di capire come e fino a che punto la sperimentazione di farmaci possa essere fatta». —
C.G.
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