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Discarica di Finale, ancora un rinvio ma Feronia ha già i terreni

F.D.
Discarica di Finale, ancora un rinvio ma Feronia ha già i terreni

Finale. Decisione congelata per un recente studio sulle alluvioni dell’università di Parma. Se ne riparlerà il 30 gennaio anche se la società di Hera si è mossa in anticipo

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FINALE. Rinvio di 13 giorni per approfondire uno studio sulle alluvioni che fa della zona della discarica un’area a rischio. È la motivazione per cui la Conferenza dei Servizi, durata quasi tre ore nella sede di Arpae a Modena, non ha ancora dato il nullaosta al progetto di Feronia sul maxi ampliamento del sito. A tenere accese le speranze di un intero paese c’è un accurato studio, formulato dall’università di Parma anche con finanziamenti della Regione, che individua gli Obici come un’area particolarmente a rischio in caso di esondazione. Il parere decisivo lo dovrà fornire l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la protezione civile guidata dalla modenese Rita Niccolini.

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Ieri l’Agenzia non era presente in riunione e nonostante il tentativo di risolvere la questione telefonicamente è stato necessario posticipare la decisione. 

Ma Feronia, società partecipata da Hera e Sorgea, appare molto sicura di un parere favorevole tanto che a dicembre ha acquistato i terreni di ampliamento della discarica. Un’operazione da circa un milione di euro, versati nelle casse della Partecipanza Agraria di Cento e che va a rendere definitivo un preliminare di acquisto di un paio di anni fa. L’affare commerciale è stato concluso poco dopo l’interlocutorio parere del Consiglio dei ministri, che ha rinviato alla Regione la responsabilità decisoria su un ampliamento da 1,5 milioni di metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi che Hera potrà raccogliere in tutto il proprio bacino di competenza.

giornata e applausi

Già alle 9.15 gli striscioni dei cittadini vengono esposti al Direzionale 70 sotto l’attento sguardo di due funzionari della Digos. Il sindaco Sandro Palazzi, gli assessori Gianluca Borgatti e Beatrice Ferrarini e Francesco Alberti, dirigente comunale all’Ambiente, arrivano poco prima delle 10, accolti da un applauso di incoraggiamento. Si sale al secondo piano, negli uffici Arpae dove inizia la prima trattativa di giornata: Maurizio Poletti, per conto dell’osservatorio civico “Ora tocca a noi” e Stefano Lugli, consigliere comunale di Sinistra Civica chiedono che una delegazione di cittadini possa partecipare alla Conferenza in veste di uditori. Proposta in parte negata ma arriva una mediazione: potranno entrare i capigruppi del Consiglio. E così il presidente Maurizio Boetti, Lugli, Agnese Zaghi (Lega), Erik Panzetta (Cambiare si può) Carlo Meletti (lista Palazzi) e Andrea Pavani (M5s) si accomodano nella stanza. Con loro tentano il blitz anche il consigliere regionale Giulia Gibertoni e il 5 Stelle in Unione Nunzio Tinchelli che però dovranno uscire poco dopo.

Vengono letti i nuovi documenti tra cui l’opposizione del Comune di Bondeno, che però non è tenuto in considerazione data la fase avanzata della discussione. Finale prova a chiedere una sospensione dell’iter anche alla luce dell’inchiesta dei carabinieri Forestali e citando anche articoli della Gazzetta, ma la Regione ribatte di non saperne nulla e che comunque non è tema decisorio. Solo il jolly legato al rischio alluvione scuote gli animi e blocca una decisione che a quel punto appariva ormai scontata.

Alle 13 il sindaco Palazzi dà l’annuncio ai suoi cittadini, che lo applaudono “ma non abbiamo ancora vinto”, dice già pensando alla prossima mossa. —

F.D.


 

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