I numeri. Nel “Mondo Sepolto” ci sono 67 indagati Sequestri per 13 milioni
L’inchiesta si chiama “Mondo Sepolto” e il gip Ziroli, certificando il lavoro della Procura di Bologna e dei carabinieri ha disposto 30 misure cautelari (9 in carcere, 18 arresti domiciliari e 3 divieti di esercizio di attività di impresa) per persone ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, corruzione di incaricato di pubblico servizio e riciclaggio. È stato inoltre disposto il sequestro di beni mobili e immobili per 13 milioni di euro complessivi. Sono invece 67 gli indagati tra persone e aziende. I capi dei sodalizi che operavano negli ospedali Maggiore e Sant’Orsola erano Giancarlo Armaroli, 67 anni, e Massimo Benetti (63).
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“Se dopo anni in camera mortuaria hai ancora dei mutui da pagare significa che non hai capito come funziona”, dice un indagato a testimonianza di come il giro del racket fosse esteso e oliato.
«Sono stati registrati alcuni episodi che vanno contro il sentimento della pietà verso i defunti. Alcune frasi ironiche e battute quasi prendevano in giro i cadaveri», ha ricordato il comandante provinciale dei carabinieri di Bologna, colonnello Pierluigi Solazzo.
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Curioso poi scoprire come, tra il 2009 e il 2013, i fondi neri finissero in una banca di San Matteo della Decima su un conto intestato ad un anziano all’oscuro di tutto e grazie alla compiacenza della direttrice.
«Non ha funzionato il sistema di prevenzione della corruzione - ha commentato il procuratore Amato - dove soprattutto gli apparati pubblici devono porre in essere verifiche». Le aziende sanitarie Policlinico Sant’Orsola-Malpighi e Usl di Bologna hanno assicurato che “sono state avviate le procedure per la sospensione degli operatori tecnici coinvolti”. —
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