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funerali ieri a solara 

Lo strazio dei genitori per Matteo «Abbracciate i figli, voi che potete»

Valentina Corsini
Lo strazio dei genitori per Matteo «Abbracciate i figli, voi che potete»

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BOMPORTO. «Vorrei leggervi il messaggio di una mamma di un grande amico di Matteo. Mi ha scritto: “Ho conosciuto vostro figlio fin dall’infanzia e mi ha colpito per la sua allegria, per la sua solarità. Matteo era determinato, dal cuore immenso, aveva un rispetto d’altri tempi. Dovete essere orgogliosi di aver cresciuto un ragazzo così”. E noi siamo orgogliosi di aver messo al mondo un figlio così. E del poco tempo che ci è stato concesso di passare con lui. Per questo vi diciamo di abbracciarli i vostri figli, voi che potete. Perché noi non possiamo più».

Parole strazianti, che lacerano il cuore come è lacerato dal dolore quello di chi le ha pronunciate in lacrime, Sara Biasetti, la mamma di Matteo Pedrazzi. Che ieri, sul pulpito durante il funerale nella chiesa parrocchiale di San Michele e sorretta dal marito Andrea, ha voluto ricordare in questo modo loro figlio. Morto sabato in un tragico incidente, a soli 21 anni, lasciando un vuoto enorme e gettandoli in una sofferenza che distrugge nel profondo, ma che si è fatta forza d’animo ed invito per gli altri genitori ad amare i propri figli. Tutta la comunità di Solara e non solo si è stretta intorno a loro, alla sorella di Matteo, Giulia, ai nonni Graziella, Franco e Mirna, alla prozia Gabriella e a tutti i famigliari presenti. C’erano gli amici di Matteo, quelli di Giulia, quelli che conoscono questa famiglia da sempre perché in un piccolo paese come Solara un dolore così grande diventa un dolore collettivo. Ed è al senso di unione che ha fatto appello anche don Fabian, durante l’omelia, rivolgendosi alle centinai di persone che hanno gremito la chiesa e il piazzale antistante. «Quando sarà calato il sole e si sarà fatto buio dobbiamo continuare a camminare a fianco di questa famiglia straordinaria - ha detto il parroco - vorrei che la bellissima comunità che vedo, continuasse a riversare con grande abbondanza il suo immenso amore sui famigliari di Matteo, un ragazzo gentile, educato. Andrea, Sara, Giulia, chiamateci a mezzanotte, alle sei del mattino: noi ci saremo sempre, non vi lasceremo mai soli». Affettuoso e commovente, poi, il ricordo di due amici d’infanzia: «Caro Matteo, il tuo sorriso, le tue guance rosse, la tua spontaneità ed allegria sono riusciti a toccarci il cuore. Siamo una grande famiglia, quella che ti conosceva fin dall’asilo. Ci manchi e ci mancherai sempre: i tuoi compagni di classe delle elementari ti vogliono bene. Eri bravo, Matte, sapevi sempre come strapparci un sorriso. Ed è con un sorriso che vogliamo salutarti e ricordarti. Con affetto, i tuoi amici». Un messaggio accolto con un applauso, prima che il feretro uscisse dalla chiesa e si avviasse al cimitero locale per la sepoltura, accompagnato da una folla immensa. Simbolo del grande amore di tutti, per lui.

Ciao, Matteo. —

Valentina Corsini

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