Saldi, subito il boom poi il calo «Due mesi di sconti sono troppi»
Scettici i negozianti del centro: «Black Friday e il cambiamento climatico non aiutano le vendite»
Sono iniziati da poco, da sabato 5 gennaio ma, a detta degli stessi commercianti, è possibile farsi un’idea dell’andamento complessivo dei saldi fin dalle primissime giornate che da tempo, ormai, seguono il medesimo andamento: vendite significative all’inizio del periodo, per poi scemare - fino a languire pesantemente - in attesa della fine, il 5 marzo.
Carpigiani in giro per negozi, dunque, nel primo week end di sconti invernali: una passeggiata in centro si è rivelata utile per capire la situazione. Lo shopping, infatti, non è più lo stesso: web e cambiamento climatico incidono sulle vendite, ormai si acquista tutto all’ultimo minuto e non è detto lo si faccia presso un negozio “reale”. È «un inizio tranquillo» per Beauty Osawe, titolare di Cipria, negozio di intimo in via Berengario, una strada che nonostante rappresenti la “porta” verso il centro storico soffre da anni la mancanza di passeggio e dunque di clienti.
«Non abbiamo grandi aspettative sui saldi - spiegano Mila Artioli e Patrizia Righi, socie da una trentina di anni del negozio di abbigliamento Immagine, poco distante da Cipria - Fortunatamente, possiamo contare su una clientela fissa che non vede con smania gli sconti. I saldi, ad ogni modo, dovrebbero iniziare più tardi: ciò farebbe respirare i piccoli esercenti. Per quanto riguarda gli invernali, inizia il freddo quando iniziano i saldi e questo non aiuta».
«Qualcosa si muove lentamente - è il commento di Angelo Munciguerra, del negozio di vestiti Scacco Matto, in via Berengario - Certo, vorremmo fare qualcosa di più, ma si prende quello che viene. Bisogna pensare anche che per alcuni gli stipendi non sono ancora arrivati: in questa metà del mese dovremmo migliorare. Al momento, comunque, non ci lamentiamo».
«Partiamo con il dire che già gli acquisti di Natale sono partiti tardi – afferma Milva Petrillo titolare, col marito Enrico Davolio, di Focherini Sport - Ciò va attribuito ai Mid Season Sale, al Black Friday, al Cyber Monday: chi ha potuto, ha fatto i regali in quelle occasioni; chi non si è mosso allora ha comprato più tardi. Per quanto concerne i saldi, quest’anno avverto un maggiore interesse. Noi siamo partiti in quarta ma, come è stato nel 2018, il flusso andrà scemando e diverrà costante. C’entra anche il cambiamento climatico, che ha aggiunto un consumo tardivo. Il cliente comunque ha più interesse al risparmio, è più oculato e consapevole. In tutto questo, soprattutto il Black Friday è troppo vicino al Natale e questo compromette le vendite, sia del Natale che dei saldi. Occorrerebbe un afflusso anche moderato, ma continuo. Per questo cerchiamo di essere dinamici, al passo con i tempi e con i social: la vetrina, oggi, deve essere anche virtuale».
Massimiliano Silingardi presidente di Confesercenti è del medesimo parere: «La partenza dei saldi è sempre positiva - spiega - tuttavia, essendo anticipati rispetto a un tempo e avendo preso largamente piede il Black Friday di fine novembre, le difficoltà si avvertono. Credo che i saldi andrebbero posticipati».
Gli fa eco Tommaso Leone presidente di Confcommercio: «Il boom del week end che inesorabilmente scema è un film che si ripete da anni - afferma - Due mesi di saldi sono inutili: non raddrizzano il bilancio, ma servono “solo” a bilanciare i conti. Oramai il cliente è abituato a occasioni speciali durante tutto l’anno, quindi non aspetta i saldi come in passato. Ciò vale sia per gli invernali che per gli estivi, che cadono in piena stagione facendo sì che le persone acquistino capi a prezzi ribassati quando il caldo o il freddo spesso non sono nemmeno iniziati. Il grosso delle vendite dovrebbe essere fatto in stagione, diversamente non tornano i margini. L’avvento di internet, il cambiamento climatico, l’avere meno soldi e fare più attenzione a come si spendono: occorre ripensare tutto l’assetto. A spostare e ridurre il tempo dei saldi. Senza essere idealisti: dopo tutto è il cliente che detta le regole». —
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