Gli orrori del Venezuela raccontati in un docufilm davanti a tanti attivisti
PAVULLO. Ha fatto rabbia il documentario sulle violenze in Venezuela mostrato giovedì sera in una sala consiliare gremita, soprattutto da italo-venezuelani. L’opera, intitolata “Chavismo: la peste del secolo XXI” è stata presentata dall’autore, il noto scrittore, poeta e regista Gustavo Tovar Arroyo, perseguitato dal regime ed esiliato in Messico. Presente anche Tamara Sujù, attivista e direttrice esecutiva dell’Osservatorio per i Diritti Umani del Centro studi dell’America Latina (Casla), che ha depositato alla Corte dell’Aia numerose testimonianze di torture e violazioni dei diritti umani. C’era anche la consigliera regionale Pd Luciana Serri all’evento condotto dal giornalista Carlos Omobono e organizzato da Venezuela Viva onlus (presieduta da Angela Arboresi, vice Odilia Quattrini), associazione di italo-venezuelani molto attiva a Pavullo e legata al proprio Paese d’origine.
«Il Venezuela era diventato un posto splendido grazie anche all’imprenditoria, la creatività e la fatica degli italiani - ha detto Arroyo - accolti numerosi in fuga dagli orrori della seconda guerra mondiale. Ora è il Venezuela che chiede aiuto anche all’Italia per liberarsi da una tirannia criminale che non c’entra nulla con l’ideologia: è fatta di assassini, narcotrafficanti e sequestratori. Di 24 ministri dell’attuale Governo Maduro, 14 sono indagati in Europa e Usa per narcotraffico. Con quest’opera cerco di sensibilizzare la coscienza sull’orrore che sta vivendo il Venezuela, perché credo che l’arte sia la pallottola che fulmina le tirannie». L’opera è visibile in Hd su YouTube. —
D.M.
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