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Verso le elezioni/ Muzzarelli, scontro a Vaciglio È un “agguato” gialloverde

Luca Gardinale
Verso le elezioni/ Muzzarelli, scontro a Vaciglio È un “agguato” gialloverde

Lega, Cinquestelle e Vola Pagina infiltrati alla serata organizzata dal Pd «Anche chi dissente dal sindaco ama la città». I comitati sempre più mobilitati

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Un’idea, almeno per la prossima volta, potrebbe essere quella di mettere un paio di distributori automatici di pop corn: di certo i leghisti che gongolavano in fondo alla sala li avrebbero svuotati… L’altra idea potrebbe essere quella di non tornare più - almeno non per presentare il candidato sindaco - nella sala dove un anno e mezzo fa è nata la rivolta di Vaciglio, magari preferendole la sede di circolo in via Vignolese.

L’agguato politico

Fatto sta che giovedì sera, nella sala civica di via Viterbo, si è consumato uno scontro che è un po’ l’emblema della fase politica attuale: il sindaco (e candidato del Partito democratico alle amministrative di fine maggio) Gian Carlo Muzzarelli che si difende e si arrabbia davanti agli attacchi dei residenti e del comitato sulle 550 nuove case che saranno costruite a Vaciglio, mentre Lega e M5S stanno comodamente a guardare, dalle ultime file o in piedi sulla soglia della porta, dove si sono curiosamente trovati fianco a fianco il segretario cittadino dem Andrea Bortolamasi e il commissario del Carroccio Luca Bagnoli. Una serata che non è stata bollente come quella di luglio 2017 che tra urla e accuse diede il via alla rivolta di Vaciglio, ma senza dubbio non è stata la migliore delle serate possibili, considerando che l’obiettivo era presentare la ricandidatura del primo cittadino.

Del resto, è stata proprio la vicinanza al campo di via Morane dove nascerà il nuovo comparto da 28 palazzine a portare diversi esponenti della Lega, del Movimento 5 Stelle e del laboratorio politico di sinistra “Volta Pagina” a partecipare a un incontro aperto a tutti i cittadini, ma organizzato dal circolo Pd di Sant’Agnese.

Voci contrastanti

Gli interventi, comunque, non sono stati tutti negativi: diversi residenti (oltre cento le persone che hanno partecipato) hanno chiesto la parola per esprimere soddisfazione per l’operato dell’amministrazione e per le politiche ambientali portate avanti dalla giunta, rinnovando la volontà di votare il “duca” Gian Carlo alle prossime amministrative. A non farlo sarà invece Maddalena De Montis, rappresentante del comitato “Mobastacemento” e di “Volta Pagina”, che ha iniziato il suo intervento illustrando le ragioni che la porteranno a non rivotare Muzzarelli: «Il sindaco ha ribadito diverse volte che chi non condivide le scelte di questa amministrazione non ama la città - ha detto De Montis dopo l’incontro - ma non viene sfiorato dal dubbio che anche chi dissente possa amare questa città e la comunità che la abita. Noi contestiamo le sue scelte proprio perché amiamo Modena e il suo territorio, che non vorremmo vedere deturpato da politiche che antepongono gli interessi di pochi a quelli di molti. Noi amiamo la comunità modenese - aggiunge la rappresentante del comitato - e vorremmo ricostruire quel legame tra cittadini e amministrazione che si è sfilacciato in questi ultimi anni. Amiamo la città che vorremmo fosse capitale della cultura, e non di fiere, Motor Show e concertoni di dubbia qualità».

Il dibattito

Un riferimento che senza dubbio non ha fatto piacere al primo cittadino, che ha fatto del “Modena Park” e dei suoi 220mila presenti uno dei punti di forza del suo mandato, e che proprio all’assemblea di giovedì ha ricordato che il Motor Show sarà uno degli eventi di punta del 2019. Ma ad attaccare dopo l’assemblea di via Viterbo è anche Stefano Prampolini, candidato sindaco della Lega (in attesa del “via libera” del centrodestra che arriverà nei prossimi giorni): «Le indicazioni dei cittadini che chiedono risposte sui problemi di Modena, anche se sfociano in contestazioni, fanno parte del dibattito politico democratico. Innervosirsi e rispondere con arroganza agli elettori, anche quando sono appartenenti ad altri schieramenti politici, non è un segnale di rispetto dei propri cittadini». —

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