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il comitato “pavullo 95” 

«Basta “svuotare” l’ospedale Pretendiamo un confronto»

Daniele Montanari
«Basta “svuotare” l’ospedale Pretendiamo un confronto»

Il presidente Gaetano Vandelli oltre al Punto Nascita chiede certezze per il futuro «Forte preoccupazione per Chirurgia e Ortopedia. La politica faccia chiarezza»

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In questi giorni il dibattito sull’ospedale di Pavullo si è fatto intenso sulla questione del Punto nascita, ma della struttura a 360 gradi si continua a parlare poco.

Gaetano Vandelli, presidente dello storico comitato Pavullo 95 (anno di nascita), fa il punto generale della situazione, tra speranze e inquietudini.

Vandelli, partiamo pure dal Punto nascita: è possibile la riapertura?

«Ma certo che sì. Il dibattito di questi giorni non fa che confermare quello che abbiamo detto da sempre: che la Regione se vuole ha la piena facoltà di sancirne la riapertura. Ovviamente motivandola con un quadro preciso delle difficoltà orografiche del territorio e delle necessità di tutela di un bacino montano di 40mila persone. Dalle parole si passi ai fatti, e il discorso vale anche per Lega e Movimento 5 Stelle, che di parole sulla questione ne hanno spese tante, ma di fatti se ne son visti pochi».

Al di là del Punto nascita, come sta l’ospedale?

«Ci sono forti elementi di preoccupazione per il futuro, a partire da Chirurgia. L’equipe di Sassuolo che si reca a Pavullo a operare lo fa solo per smaltire liste d’attesa. I pazienti dopo tornano a Sassuolo. I medici di Pavullo per operare la gente del territorio hanno a disposizione un solo giorno a settimana, il giovedì, minimo sindacale. Non è accettabile, questo non fa che disaffezionare alla struttura. Ci sono anche aspetti che andrebbero chiariti nel rapporto con Sassuolo».

Del tipo?

«L’ospedale di Sassuolo è una società per azioni al 49 per cento privata, Pavullo è un ospedale pubblico. Come comitato vorremmo sapere economicamente come funziona questa collaborazione. L’equipe di Sassuolo utilizza locali, attrezzature, utenze e personale di supporto: l’ospedale di Pavullo viene rimborsato per questo? In che termini? A sua volta il pubblico quanto deve rimborsare alla spa per la trasferta dei medici? Nessuno ce ne ha mai parlato».

Torniamo agli scenari ospedalieri: ci sono altri reparti che la preoccupano?

«Sì, Ortopedia che è sempre stata un’eccellenza. I lavori sulle sale operatorie (che peraltro ci restituiranno solo 2 delle 3 sale che c’erano, e in una discutibile operazione a due stadi) hanno condotto a trasferire quasi tutti gli interventi a Vignola, visto il primario in comune. Non vorremmo che a fine cantiere questa situazione non si recuperi più e si arrivi a chiudere anche Ortopedia con la stessa motivazione di calo dei numeri del Punto nascita. La dirigenza Ausl ci dica se c’è ancora l’intenzione di distinguere Pavullo all’interno della rete delle sue specializzazioni, come la protesi all’anca. E ci spieghi perché i Cup di pianura quasi mai propongono Pavullo per le visite, mentre da qui indirizzano spesso verso la pianura. Alla direzione vorremmo anche chiedere se è vero che sta per essere trasferito a Mirandola il dottor Licitra, attuale responsabile dell’ospedale di Pavullo. Se sì, cosa succederà dopo?».

Insomma, c’è una preoccupazione per l’ospedale in toto, nonostante i cantieri...

«I cantieri rischiano di creare una bella scatola vuota se non si riempie la struttura di professionalità, anche ambulatoriali, adatte a rispondere a un bacino di 40mila persone, in gran parte anziano. Non è giusto che chi non ha la macchina o non può guidare debba farsi portare in pianura per una visita: il diritto alla salute è nella Costituzione. Ci deve essere una valorizzazione di tutto l’ospedale, non ci si fermi al Punto nascita: deve pretenderlo la politica, ma su questo punto continua a latitare in tutto il Frignano. Prima una volta all’anno noi dei comitati venivamo chiamati a un confronto su come andavano le cose all’ospedale: da tre anni non ci chiama più nessuno. Speriamo che con la prospettiva delle prossime elezioni regionali e comunali di questa primavera si smuova qualcosa in diversi ambiti». —



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