Guercino: restauro a rilento A Roma si cerca una soluzione
Gli esperti ostacolatati dal sequestro. Soprintendenza e Curia alla riunione Si parlerà del tipo di intervento e dei tempi per il ritorno della tela a Modena
Paiono ancora lontani i tempi del suo rientro a Modena, ma qualcosa si sta muovendo intorno al dipinto di Guercino - rubato in San Vincenzo nel 2014 e ritrovato nel febbraio 2017 in Marocco - oggi in restauro a Roma. La settimana prossima è infatti atteso un summit all’Istituto superiore di restauro ossia la “casa” temporanea del dipinto realizzato nel 1639 per i duchi d’Este. Occorre fare il punto sulla situazione e decidere che fare intorno a un’opera danneggiata dai ladri di proprietà modenese che è “fuori città” appunto da quasi 5 anni a causa del furto. Il dipinto, rovinato per almeno il 30% della superficie, dopo il ritrovamento in Africa è stato portato a Roma e da lì al laboratorio tele del centro di restauro del ministero.
Al suo “capezzale” tra pochi giorni arriveranno esponenti della Soprintendenza di Bologna - l’alta sorveglianza è responsabilità della storica dell’arte Maria Grazia Gattari - e della curia di Modena e Nonantola che è la proprietaria del prezioso dipinto. Insieme a loro i restauratori romani con i quali gli “inviati” emiliani discuteranno sui miracoli da compiersi intorno a un’opera davvero molto rovinata.
Il problema sembra essere, oltre ovviamente alla salvaguardia dell’opera di Guercino, il fattore tempo: la tela ritrovata da quasi due anni è in restauro a Roma dove è stata messa in sicurezza ma a quanto pare non restaurata. Dal Ministero per i beni culturali spiegano : «Il Guercino è in piena sicurezza, siamo intervenuti e sappiamo qual è il lavoro da farsi come spieghiamo agli altri partner. Noi lavoriamo, ma la situazione è complicata e non poco dal fatto che l’opera è sì qui nel nostro laboratorio essendo però ancora sotto sequestro dalla autorità dei carabinieri. Dobbiamo ovviamente riferire anche a loro».
Probabile che anche da questo punto di vista le decisioni tra le parti che si prenderanno a Roma possano essere utili a districare la situazione. Pare comunque complicato che il dipinto possa tornare a Modena, nella chiesa di San Vincenzo, a breve, magari in tempo per le elezioni amministrative del prossimo maggio. «La curia arcivescovile di Modena - spiegano dagli uffici di piazzetta Duomo - è proprietaria del dipinto di Guercino, ma non ne gestiamo i tempi anche se ci informano. Presto capiremo con maggiore chiarezza qual è la vicenda, quel che è certo è che ora non corre pericoli anche se andrà restaurato a fondo dopo lo sfregio che ha subito».
Intanto, sul fronte giudiziario, a Modena si sono chiuse le indagini e ora è in attesa del processo il solo esecutore materiale del furto, Mustapha Tahir, 34 enne barista di professione. È probabile una richiesta di patteggiamento. Tahir ha descritto come andò quel furto (avvenuto ad allarme della chiesa staccato), con il taglio della tela dalla cornice e il successivo arrotolamento che ha causato tanti danni. Il Guercino venne caricato su un autobus che corse in direzione sud Italia e da lì a Casablanca dove ci sono gli altri quattro marocchini rinviati a giudizio con l’accusa di associazione criminale e ricettazione di opera d’arte. Ma ora si discute dei danni del dipinto, delle numerose crettature della pellicola pittorica. —
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