Gazzetta di Modena

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le insidie della rete 

Sessualità e web: «Serve il dialogo con i propri figli»

Serena Fregni
Sessualità e web: «Serve il dialogo con i propri figli»

Incontro con psicologo e esperti per i genitori di adolescenti «Non bisogna demonizzare e attivarsi solo con divieti ma creare una cultura digitale» 

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Alle scuole Ferraris si è parlato di affettività e sessualità e come gli adolescenti utilizzano il web per avere accesso a informazioni legate a questi argomenti . Un incontro molto partecipato che si inserisce in una serie di appuntamenti che le scuole propongono ai genitori per avvicinarsi e comprendere meglio il mondo degli adolescenti.

Insieme allo psicologo e psicoterapeuta dell’Ausl Modena, Jody Libanti e al giornalista freelance Gianluca Dotti si è approfondito il tema del web legato agli adolescenti focalizzandosi sulla sessualità e affettività. Un argomento centrale nell’educazione degli adolescenti spesso visto come un tabù e che invece dovrebbe essere affrontato, sia in famiglia che a scuola per dare la giusta e completa formazione ai ragazzi sull’argomento.

In primis, come sostiene anche lo psicologo Libanti, l’attenzione deve arrivare dai genitori, evitando gli allarmismi: «Quando si parla di adolescenti e web spesso scatta l’allarme nei genitori e non deve essere così. Riconosco che esistono potenziali rischi all’interno della rete che però possiede anche molte potenzialità e punti di sviluppo per la loro vita come mentalizzare il proprio corpo, costruire un sé nascente e quindi in questo senso, come in passato gli adulti accompagnavano i ragazzi nello svolgimento di questi compiti di sviluppo, oggi è importante che lo facciano anche dentro questi canali. È un approccio che mette insieme sia i rischi che gli strumenti a sostegno del sé nascente».

Niente allarmismi ma tanta formazione, questa l’opinione del giornalista Dotti, che con Civibox, ente che collabora alla realizzazione di questi incontri, gira le scuole dispensando consigli preziosi: «Il punto di partenza deve essere la cultura digitale intesa come comprensione di meccanismi tecnici che stanno dietro la rete: permanenza online delle informazioni, il fatto che la rete non scorda, il concetto di reputazione online».

Spesso gli adolescenti vivono il web come uno spazio libero ed è per questo che ci vuole una cultura digitale, soprattutto quando si parla di affettività e sessualità: «In questo spazio di libertà entra il ruolo genitoriale che ha scopi diversi a seconda dell’età dei ragazzi e per quanto riguarda la sessualità gli strumenti a disposizione dei genitori sono quelli che limitano l’accesso degli adolescenti in rete, filtrando siti e contenuti. Ovviamente una strategia di blocco totale non può perdurare nel tempo perché il desiderio e la curiosità dei ragazzi li porta a reagire all’impedimento». Ai giovani non va quindi vietato il sito o la rete ma ci vuole un modo di vigilare non troppo invasivo: «Oggi esistono applicazioni di parental control in grado di “vigilare” su quello che fanno gli adolescenti in rete anche se il metodo migliore è il dialogo e affiancarli nel percorso di crescita».

Infine i contenuti sessuali in rete, altro scoglio nell’educazione degli adolescenti dove si vive di tabù e luoghi comuni, spiega ancora Dotti: «Il falso mito che l’unica cosa che si trova online legata al sesso è la pornografia e quindi il web va demonizzato per questo non è vero perché ci sono tanti contenuti di valore e formativi che gli stessi ragazzi dicono di trovare utili per poter comprendere meglio il tema della sessualità».

Una formazione chiara che consenta ai ragazzi di potersi muovere meglio sia nel mondo della rete, una cultura del digitale. Di questo ne ha parlato anche Irene Guadagnini, assessore alle pari opportunità presente all’incontro: «Non si devono creare tabù anzi si devono dare strumenti e un luogo di incontro, in particolare ai genitori, per potersi confrontare con esperti, proprio come questi incontri, molto partecipati». —



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