Fuoriclasse / Davide Monfregola: 'Tutto ha avuto inizio con la chitarra di mio padre'
Il 18enne Davide Monfregola racconta la sua passione per la musica A febbraio pubblicherà il primo brano col sogno di diventare cantautore
MODENA. Non si possono definire una data precisa o un determinato evento storico nei quali la musica ha avuto origine, oggi potrebbe sembrare che essa sia da sempre esistita e che come ogni altro elemento storico, artistico o scientifico abbia avuto una sua lenta e progressiva evoluzione ancora adesso energicamente attiva e colma di nuovi sbocchi. Ci parla del suo percorso e delle sue intenzioni future Davide Monfregola, in arte Dade, studente modenese di diciotto anni con la passione per il canto e per la chitarra:
Come e per quale motivo hai iniziato a suonare e a cantare?
Quando avevo circa otto anni mio padre suonava la chitarra e per questo motivo la passione si è tramandata conseguentemente a me; per imparare ho cominciato frequentando un corso gratuito presso una parrocchia per poi diventare autodidatta come sono tuttora. Per quanto riguarda il canto facevo inizialmente parte di una banda dove sono rimasto per due anni nella quale in un primo tempo ero esclusivamente chitarrista, ma quanto il cantante ha deciso di uscire ho voluto prendere anche il suo posto per ottenere maggiore attenzione, anche il canto l’ho portato avanti da autodidatta.
Quale genere musicale preferisci ascoltare e fare?
Mi piace ascoltare vari generi musicali anche diversi tra loro, io ho cominciato facendo rock ma quello che preferisco cantare e suonare è il pop, da qualche mese mi piace applicare variazioni a questo genere unendolo anche al rap.
Quali sono gli artisti famosi dai quali prendi spunto e che ascolti anche più volentieri?
Un musicista che apprezzo molto da ogni punti di vista è Ed Sheeran, per la stesura dei testi mi ispiro a Shade, noto rapper italiano ed a livello musicale prendo come riferimenti Tiziano Ferro.
- Fai cover di canzoni già esistenti o scrivi melodie e testi personalizzati?
Entrambe le cose, rispettando i generi che prediligo già nominati mi piace fare cover delle canzoni che più mi piacciono, ma allo stesso tempo scrivo anche melodie mie cantandoci sopra testi realizzati da me.
- La tua passione musicale è un passatempo che vuoi affiancare ad un percorso di studio o speri di farne la tua vera e propria carriera?
Nonostante io sia consapevole dell’importanza dello studio per il mio futuro, il mio desiderio è che cantare e suonare diventi la mia attività principale.
- Ricevi appoggio da amici e famiglia?
La mia famiglia preferirebbe che io mi concentrassi maggiormente sulla scuola e sullo studio, ma non contrastano questa mia passione, dai miei amici ricevo un grande appoggio.
- Hai avuto già modo di esibirti da qualche parte? Locali o feste?
Sì, sono stato chiamato per cantare o suonare a qualche compleanno di amici ed anche in alcuni locali popolari a Modena ed in provincia.
- Hai già registrato e pubblicato qualche tuo brano o cover? Se no, hai intenzione di farlo?
Ho intenzione di pubblicare i miei pezzi, ma al momento non c’è ancora nulla di mio online. Il mio primo brano dovrei farlo uscire nel mese di Febbraio di quest’anno, ma il mio è un progetto a lungo termine che prevede la futura e lontana pubblicazione di due o tre miei singoli seguiti da un album. Per quanto riguarda registrare, sì, ho già iniziato presso uno studio musicale gestito da due miei amici, uno dei quali faceva parte della band in cui suonavo inizialmente.
- Attualmente l’evoluzione musicale ha portato ad una progressiva digitalizzazione della musica per la quale molti più giovani appassionati preferiscono imparare ad usare un programma di produzione come Ableton o FL Studio piuttosto che voler apprendere come suonare il pianoforte, la tromba o la chitarra; cosa pensi di questo cambiamento e della conseguente comparsa di nuovi generi? Possono esserci effetti sia negativi che positivi?
Dal momento che, secondo il mio parere, ogni suono, che sia proveniente da un strumento o che sia digitale, può essere associato alla musica, non vedo questi cambiamenti come negativi in quanto sono un’inevitabile conseguenza del tempo; gli strumenti continueranno ad esistere anche se subiranno molto probabilmente cambiamenti che ne potranno anche facilitare l’utilizzo, ma l’arte musicale continuerà ad esistere in tutte le sue forme.
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